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Cronaca Mineo

Emergenza Ucraina, la società proprietaria dell'ex Cara di Mineo: "Disponibili all'accoglienza"

All'Adnkronos parla la Pizzarotti, l'impresa proprietaria dell'ex Residence degli Aranci, il complesso immobiliare realizzato fra il 1999 e il 2001, che per 10 anni (sino al 2011) ha ospitato la Us Navy, prima di essere requisito dal governo e adibito a Cara e chiuso nel 2019

 "L'Impresa Pizzarotti sarebbe disponibile a mettere a disposizione l'immobile di MINEO per ospitare la popolazione ucraina". A dirlo all'Adnkronos è Carlo Luzzatto, ad della Pizzarotti, l'impresa proprietaria dell'ex Residence degli Aranci, il complesso immobiliare, realizzato a Mineo fra il 1999 e il 2001, che per 10 anni (sino al 2011) ha ospitato la Us Navy, prima di essere requisito dal governo e adibito a Cara e chiuso nel 2019. Al momento, però, all'azienda non è arrivata alcuna richiesta ufficiale in tal senso.

"Il centro è pronto e attrezzato - spiega ancora Luzzatto - e, pur essendo stato costruito per altro scopo, ha le caratteristiche funzionali e dimensionali per affrontare queste emergenze. La medesima disponibilità era stata fornita, fra agosto e settembre del 2021, nel corso dell'emergenza afgana".  Anche il sindaco di Mineo, Giuseppe Mistretta, si è detto favorevole all'uso dell'ex Cara per l'accoglienza di uomini, donne e bambini in fuga dall'Ucraina. "Ne sarei felicissimo. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Viviamo un momento drammatico e nessuno può tirarsi indietro", ha detto all'Adnkronos. Nelle scorse ore il governatore siciliano Nello Musumeci ha ribadito come l'Isola sia pronta ad accogliere i profughi ucraini. Nell'ex residence, che per anni ha ospitato i militari di stanza a Sigonella e le loro famiglie, ci sono 404 unità abitative, ognuna della quali dotata di tre camere da letto.

"Il complesso immobiliare può arrivare a ospitare dalle 3mila alle 4mila persone", spiega all'Adnkronos Daniele Cappellino, direttore tecnico della Pizzarotti.  Per scongiurare eventuali atti di vandalismo nelle villette ormai disabitate, dopo la chiusura del Centro di accoglienza per richiedenti asilo, la società ha mantenuto un servizio di guardiania. "Nel periodo di utilizzo del centro come Cara ci sono stati danneggiamenti alle strutture", spiega ancora Cappellino. I lavori per rimettere in sesto le villette, però, non richiederebbero tempi lunghi.

"Con un riempimento progressivo e parziale - assicurano dalla Pizzarotti - da subito si potrebbero garantire degli spazi e saremmo in grado di organizzarci per rendere disponibili tutte le unità abitative con tempi piuttosto rapidi". L'ipotesi è quella di una gestione centralizzata dei servizi, come quello della mensa. "Attivare in ogni casa le cucine richiederebbe ovviamente una dilatazione dei tempi", conclude Cappellino.

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