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Inarsind Catania

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Istituito l'Ufficio speciale per la progettazione regionale, Inarsind: "Sgomenti. Chiediamo incontro"

A dichiararlo è l'architetto Salvo Fiorito, presidente regionale dell'Inarsind, associazione sindacale di architetti e ingegneri in una nota inviata al Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci

"Avremmo sicuramente apprezzato l’istituzione di un’autorevole 'Cabina di regia' in grado di garantire la programmazione, il monitoraggio, il controllo sulle opere pubbliche, specie quelle di carattere strategico e territoriale; invece, restiamo sorpresi e sgomenti sulle intenzioni e le finalità dell'istituzione di un Ufficio Speciale per la progettazione regionale". A dichiararlo è l'architetto Salvo Fiorito, presidente regionale dell'Inarsind, associazione sindacale di architetti e ingegneri in una nota inviata al Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci. 

La delibera della Giunta Regionale, la numero  426, risale al 4 novembre scorso e ha, infatti, istituito, per la durata di 3 anni, l'Ufficio Speciale per la progettazione regionale alle dipendenze del Presidente della Regione. Le esigenze, come specificato, sarebbero state quelle di istituire una struttura con funzioni di direzione e coordinamento dell’attività di progettazione delle opere pubbliche regionali, di ottimizzare le professionalità tecniche degli Uffici centrali e/o periferici dell’Amministrazione regionale. Inoltre, di rispondere alle esigenze di molti Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi comunali, spesso carenti di professionalità tecniche interne, consentendo loro di avvalersi delle professionalità tecniche e del know how dell’Amministrazione regionale.

Nel dettaglio le funzioni svolte dall'istituito Ufficio sono: esercitare l'intera attività di progettazione, esecuzione e collaudo dei lavori pubblici regionali, nonché ogni altra attività rientrante nei "servizi di architettura e ingegneria e altri servizi tecnici"; stipulare apposite convenzioni con i Comuni, i Liberi consorzi comunali e le Città metropolitane per espletare, a loro favore, le attività di cui all'art. 24 del D. Leg.vo 50/2016 (Progettazione interna e esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici).

Ma quale prospettiva si può immaginare per le professioni intellettuali/tecniche con l’istituzione di questo Ufficio Speciale? E' una delle domande che l'associazione Inarsind pone al Presidente Musumeci.

"Noi dissentiamo profondamente sulla soluzione adottata perché riteniamo che sull’argomento gli anni trascorsi, da quando l’affidamento di progettazioni all’esterno della P.A. hanno assunto un carattere autenticamente eccezionale e quanto sia scaturito, debbano essere tenuti in seria considerazione fra tutti: i consueti allarmi lanciati sulla mancanza di progettazioni adeguate ad affrontare piccoli e grandi problemi, il deficit dell’impiego delle risorse comunitarie rispetto a quelle disponibili, la crisi delle imprese del settore ed la drastica diminuzione del numero di addetti", si legge nella nota.

"Si dirà dei costi che le progettazioni esterne comportano, senza avere mai chiarito quanto costino quelle interne e senza avere mai voluto adeguatamente attingere, secondo i modi previsti dalla legge, ai tre livelli di progettazione che, se adeguatamente impiegati, consentirebbero rispetto di tempi e costi. Si dirà delle lungaggini per l’affidamento dei servizi di progettazione, senza avere mai saputo chiarire perché, se appare scontato affidare i lavori con procedura di gara, lo stesso, con non poca pigrizia mentale, provoca il mal di testa a non pochi pubblici dirigenti. Noi, dall’altra parte, da tempo ci siamo chiesti, e continueremo a chiederci, con quali attrezzature hardware e software, uffici che lamentano anche la cronica mancanza di carta per le fotocopie, abbiano prodotto progetti; oppure lamentarci che le consulenze necessarie alla redazione di parti specialistiche, di progetti prodotti all’interno degli uffici, altro non siano che incarichi, anche maldestramente, mascherati, spesso ad insospettabili dipartimenti universitari", continua la nota.

"Di fatto si concretizza la possibilità che tutte le P.A. dell’Isola ricorrano alla struttura creata permettendo comodi alibi ad ogni Amministrazione, anche a quella che considera più utile spendere in luminarie e fuochi d’artificio, invece che in una “buona progettazione”, in grado di farla competere adeguatamente per il conseguimento di un finanziamento.
E, nell’affollarsi delle richieste - ben 390 Comuni siciliani!, quali criteri si darà la struttura per garantire il rispetto dei tempi e degli obiettivi? E quali tra questi ultimi saranno considerati prioritari? E da chi? Assistiamo, ancora una volta, alla totale indifferenza che tale istituto possa creare una commistione di ruoli, facendo coincidere il “controllore” e “il “controllato” in seno alle P.A., ricoprendo contemporaneamente il ruolo di progettista, stazione appaltante e, se delegata da altra P.A. anche committenza. Una possibilità che si pone contro ogni logica di “netta” separazione dei ruoli anche ai fini della stra-ricercata “trasparenza”. Ci sgomentano, in ultimo, le considerazioni di stretto interesse di categoria, la libera professione di ingegnere ed architetto, che troppo spesso si dimentica essere anche un’attività economica, ma
quale altra attività lavorativa, con analoga determinazione ed immediatezza, si accentra affidandola ad monopolio della P.A.? A quale libera attività economico-professionale viene riservato un simile trattamento? Senza alcuna riflessione sulle ricadute occupazionali e sulle conseguenze che, senza alcun dubbio, avrà anche per il mantenimento del livello culturale e di preparazione di una professione che, impoverita, da ogni punto di vista, determinerà anche l’impoverimento del Paese?".

"Onorevole Presidente, non Le chiediamo di non dovere trarre da quanto recentemente accaduto e, purtroppo, ancora in corso, i necessari insegnamenti e, quindi, concordiamo con la necessità di un profondo cambio di passo, ma riteniamo che più grande energia sia necessaria soprattutto nell’ambito della programmazione, del controllo, dell’indirizzo e verso analoghi comportamenti da parte di tutte le Amministrazioni dell’Isola. Noi ci permettiamo di proporLe una semplice considerazione maturata negli anni in cui i bandi regionali richiedono progetti esecutivi in tempi impossibili da garantire per Comuni che o sfiduciati rinunciano a qualsiasi partecipazione, o cominciano un’avvilente questua di richieste, o si arrangiano risolvendo in qualche modo, ma spesso a danno della qualità del progetto e con qualche opacità nella trasparenza, perdendo di vista l’obiettivo dell’Opera Pubblica: dare la possibilità alle Amministrazioni Locali di affidare i livelli di progettazione successivi al primo già a fronte della garanzia fornita dall’inserimento nei programmi regionali di spesa e che questo possa essere fatto con l’ausilio della progettazione, non superiore al primo livello, quello di Fattibilità Tecnica ed Economica. Con l’auspicio che queste nostre considerazioni possano fornirLe un utile ed ulteriore spunto di riflessione, si coglie l’occasione per chiederLe un incontro per esporre le nostre ragioni nel merito", conclude la nota.

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