Coronavirus, l'Ugl chiede mascherine per il personale sanitario

Si chiede anche un apposito servizio di lavanderia per evitare il trasporto all’esterno, non controllato, di indumenti potenzialmente infetti

Si è svolta ieri una riunione ieri della federazione Ugl sanità, per fare il punto su alcune tematiche di stretta attualità ed importanza per il comparto. A presiedere l’incontro era presente il segretario provinciale Carmelo Urzì che ha parlato di Coronavirus e delle misure adottate dalle varie strutture sanitarie pubbliche e private presenti in provincia.

“Attraverso la consegna ai lavoratori del nostro vademecum - dichiara - vogliamo chiedere maggiore attenzione per la tutela del lavoratore, alle strutture private in particolare. Non è possibile, infatti, che davanti ad una situazione del genere, con concreti e diffusi rischi di contagio, in molte aziende ancora oggi i dipendenti debbano portare il vestiario da lavoro a casa per il necessario lavaggio. Apprezzando quindi le attività che già sono state espletate, in particolare in relazione alle sale d’attesa ed ai luoghi comuni, chiediamo anche che il personale venga dotato di materiale monouso o di apposito servizio di lavanderia onde evitare il trasporto all’esterno, non controllato, di indumenti potenzialmente infetti. A questo – ha aggiunto il segretario – si sovrappone la questione legata alla continua carenza di personale ed alla mancata riforma della legge regionale 39, motivo per cui ancora oggi il privato non è sottoposto agli stessi standard del pubblico ed, inoltre, ricorre eccessivamente all’utilizzo di lavoratori con contratto libero – professionale. Ci auguriamo che finalmente, dopo oltre trent’anni, l’assessore regionale della salute Ruggero Razza dia avvio alle modifiche necessarie a garanzia dei livelli occupazionali e dell’efficienza del servizio.”

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Altra tematica affrontata è stata quella del rinnovo del contratto Aiop/Aris, ancora purtroppo fermo al palo dopo la rottura della trattativa ministeriale da parte dell’Associazione italiana ospedalità privata. Nel suo intervento Urzì ha auspicato una pronta ripartenza del dialogo, per far si che i lavoratori possano godere del meritato scatto contrattuale. Infine, con gli interventi di alcuni rappresentanti sindacali, si è fatto il punto della situazione sulle attività sanitarie nell’area metropolitana catanese, sia negli ospedali pubblici che nelle case di cura private.

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