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Uil, rapporto Imu: "A Catania si paga di più"

La segretaria generale Enza Meli: "Un salasso, qui più che in altri territori, in un momento di estrema difficoltà per molti lavoratori e pensionati"

Prima avvertenza: entro pochi giorni va pagata l’Imu. Tranne poche eccezioni, infatti, nessun Comune ha concesso rinvii per l’emergenza Coronavirus. Seconda avvertenza: a Catania si pagheranno mediamente 557 euro di acconto per le seconde case, 22 euro in più rispetto al dato nazionale, mentre a saldo ammonterà a mille115 euro (45 in più) il costo totale. “Un salasso, qui più che in altri territori, in un momento di estrema difficoltà per molti lavoratori e pensionati”, afferma la segretaria generale della Uil di Catania, Enza Meli, commentando i dati del Rapporto nazionale Imu 2020 che oggi è stato diffuso dal Servizio Lavoro, Coesione e Territorio Uil guidato dalla segretaria confederale Ivana Veronese. “Agli enti locali – esclama Enza Meli – chiediamo almeno di usare bene queste entrate. Ovvero per fare fronte alle tantissime, disperate, richieste di servizi e assistenza che arrivano dai cittadini più bisognosi!”. Enza Meli, dopo avere ricordato come lavoratori dipendenti e pensionati rappresentino nel nostro Paese il 41 per cento dei proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale, dice: “Mentre migliaia di cittadini si stanno rivolgendo in questi giorni agli sportelli del Caf Uil per avere il giusto calcolo dell’acconto Imu, noi siamo costretti a ribadire al sindaco Salvo Pogliese e ai suoi colleghi in provincia la nostra protesta per la distanza che esiste tra buoni propositi e fatti concreti nella lotta agli evasori. Bisognerebbe provare vergogna nell’apprendere dal Rapporto Imu che in Italia l’evasione fiscale sulla tassazione immobiliare produce ogni anno un minor gettito per oltre un miliardo di euro”. La segretaria generale della Uil di Catania aggiunge: “Proprio perché questo territorio risulta tra i più tartassati, rilanciamo con particolare decisione la richiesta della nostra organizzazione nazionale perché venga finalmente approvata in Italia, dopo trent’anni di annunci, una riforma del catasto in grado di riportare equità nella tassazione sul mattone. Non servono maggiori prelievi, come si legge nel Rapporto Imu 2020, ma una diversa e più equa ripartizione del prelievo fiscale sugli immobili”. Oltre all’imposta sulle seconde case, infine, il Rapporto prende in considerazione anche le somme dovute per le “seconde pertinenze”. Nel capoluogo etneo sono richiesti 39 euro per le cantine e 95 per i garage con un “sovrapprezzo” medio a carico dei catanesi che ammonta complessivamente a 25 euro. Lo studio Uil cita altresì le prime case di lusso che comporteranno una spesa di 1775 e 3550 euro a Catania, a fronte di un dato nazionale che si ferma a 1305 e 2610 euro.

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