Unict: in calo le immatricolazioni nell'ateneo catanese, si preferisce il Nord

E'tempo di pagelle per le Università italiane. Ecco che l'Unict non ne esce proprio bene. Il dato che fa più discutere è quello di un rilevante calo del numero delle immatricolazioni, negli atenei siciliani

E’ tempo di pagelle per le Università italiane. Ecco che l’Unict non ne esce proprio bene. La classifica de “Il sole 24 ore”- quella che ha scatenato polemiche anche da parte di altri atenei- ha considerato 10 indicatori: la capacità degli Atenei di attrarre talenti (cioè studenti che hanno conseguito un voto alto di maturità); capacità di attrarre studenti da fuori regione o stranieri; dispersione degli studenti; rendimento degli studenti; regolarità negli studi; numero di studenti in corso in rapporto al numero totale degli studenti;  tasso di occupazione dei laureati a tre anni dal titolo;disponibilità di risorse per la ricerca in capo a ciascun ricercatore; capacità di attrarre risorse extra FFO; tasso di successo sui PRIN-Progetto Ricerca di Interesse Nazionale ).

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E’ venuto fuori che, su una lista di 58 atenei, quello catanese occupava soltanto la 50^ posizione, con un punteggio di 342 rispetto agli 856 della Bocconi, al primo posto.

La classifica Censis (Grande Guida alle università italiane de “La Repubblica”) ha annoverato Catania tra i mega atenei (con oltre 40.000 iscritti) ed utilizzato 5 parametri indicatori, servizi (mense, alloggi, impianti sportivi, ecc.), borse di studio e contributi, le strutture universitarie (aule, biblioteche, laboratori, ecc.), il web e l’internazionalizzazione, dalla cui media veniva assegnato un punteggio che andava da 66 a 110. Anche qui, i risultati non sono lusinghieri: al primo posto si piazza, tra i mega atenei, Bologna con una media di 91.5. A Catania tocca un punteggio medio di77.4, scomposto tra un 74 per i servizi, un 90 per le borse di studio, 96 per il web e 67- punteggio più basso- per le strutture e l’internazionalizzazione.

Saranno questi i fattori che spingono, di anno in anno, sempre più studenti a frequentare la magistrale- ovvero un corso di specialistica- fuori da Catania, e addirittura dalla Sicilia? E’ calato del 18.48% il numero delle immatricolazioni, negli atenei siciliani, degli ultimi 4 anni, con un 33% degli studenti delle magistrali che preferisce emigrare, stando a quanto comunicato la settimana scorsa ad un Convegno sui giovani e la ricerca, organizzato dal dipartimento di Economia.

Tra le soluzioni più importanti prospettate dai soggetti intervenuti, l’esigenza di promuovere le eccellenze del Sud per attrarre più fondi ed una maggiore competizione nei fondi UE, appaiono prioritarie. Se guardiamo ai dati pubblicati dal Miur, il numero più alto di immatricolati nell’ateneo catanese è presente nel dipartimento di economia (DM 270/cdl triennale,nuovo ordinamento) con 808 immatricolati, seguito dai 640 di ingegneria. E sempre tra i cdl triennali,il numero più alto degli iscritti totali si presenta ancora una volta nel dipartimento di economia, con 2103 iscritti, e nel DAAPSI (ex facoltà di scienze politiche) con 1809 iscritti (dati aggiornati al 2011). Quanto, invece, ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico (DM270), il corso più numeroso, con 5689 iscritti totali,è quello di giurisprudenza,con il più alto numero, però, di iscritti fuori corso (ben 2138).

Dal rettorato ci fanno sapere che è in corso una rielaborazione dei dati della classifica del Sole 24ore, in concerto con il nucleo di valutazione dell’ateneo che si occupa di rilevare questi elementi.

Angelo Margarone, 21 anni, laureando in Lettere Moderne, ci spiega cosa lo ha spinto a continuare a studiare a Catania per il corso di laurea magistrale. “L’idea di trasferirmi fuori per frequentare un altro ambiente universitario e fare nuove esperienze di vita, di certo è molto allettante, ma io ho deciso di rimanere per due semplici motivi: il primo è che fuori i costi sarebbero molto più alti; il secondo perché la specialistica in Filologia Moderna esiste già qui. È vero che le materie di specialistica sono per lo più uguali a quelle già affrontate nei tre anni (ecco cosa spinge gli studenti a continuare gli studi in altri posti), ma c’è da dire che tutto viene approfondito” chiarisce lo studente,che dovrà affrontare un test o colloquio per accedere alla magistrale.

C’è chi invece, come Letizia Polizzi,19 anni, diplomatasi a luglio, preferirebbe studiare al Nord “ Ho scelto di provare a Pavia, nella facoltà di medicina e chirurgia al corso di Laurea nelle professioni sanitarie perché in base ai posti a disposizione, vi è un minor numero di iscritti rispetto Catania e quindi maggiori possibilità di ammissione,tale da garantire agli ammessi,a differenza di Catania,di essere meglio seguiti da docenti,e di non frequentare le lezioni in aule sovraffollate. In base a notizie apprese da colleghi di Pavia, l'ingresso nel mondo del lavoro, con tirocini all'interno di centro ospedalieri,è più semplice”.
 

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