Unict: al via le elezioni universitarie tra polemiche e nuovi ordinamenti

Al via le elezioni per ben 53.000 studenti iscritti nei corsi di studio e post-laurea dell'università etnea, che include anche le strutture didattiche speciali di Ragusa e Siracusa

Elezioni in toto: oltre alle regionali di fine mese, infatti, oggi e domani,dalle ore 9 alle ore 19, sono chiamati a votare ben 53.000 studenti iscritti nei corsi di studio e post-laurea dell’università etnea, che include anche le strutture didattiche speciali di Ragusa e Siracusa.

Gli aventi diritto dovranno esibire un documento di riconoscimento presso uno dei 39 seggi situati in tutti i dipartimenti d’ateneo.  

Per quanto riguarda gli ordini di governo superiori, saranno eletti 6 seggi al Senato Accademico, 2 toccheranno al Consiglio d’Ateneo, altri 2 al Comitato Sport Universitario e 5 al Consiglio d’Amministrazione dell’Ersu: di questi, 3 sono per la rappresentanza degli studenti di primo livello, 1 per gli studenti di secondo livello e 1 ancora per gli studenti delle sedi decentrate. Saranno,inoltre, designati  i rappresentanti dei consigli di corso triennali,magistrali, e magistrali a ciclo unico (ex consiglieri di facoltà, pre-riforma).  

E’ necessario un quorum del 15% per rendere valide le elezioni. Lo spoglio dei voti comincerà venerdì alle ore 12,e l’Ateneo ha predisposto il servizio di ufficio stampa e Bollettino d’Ateneo che comunicheranno i dati ufficiali che saranno pubblicati sul sito internet,con la collaborazione dell’ufficio elettorale (vittima delle proteste degli studenti circa l’interpretazione del regolamento post-riforma) e gli uffici servizio web d’ateneo.

E non dimentichiamoci che la “campagna elettorale” non finirà dopo l’esito di queste elezioni al quadrato. Nella prossima primavera ( senza dimenticare le politiche) sarà l’ora del nuovo Rettore. Il “fermento” del periodo quindi non cesserà immediatamente.  Le critiche mosse sono sempre le stesse: i partiti big che usano le universitarie come serbatoio di voti. Per molti candidati, come loro stessi dichiarano,la politica universitaria è una “palestra”,che può per alcuni,e non affatto per altri,  far maturare la volontà di proseguire dopo. E noi di esempi concreti ne abbiamo avuti. Quest’anno ha destato particolare confusione l’interpretazione del nuovo regolamento, visto che non era ben chiaro chi potesse accedere alla candidatura e tutto dipendeva dal fatto che si doveva entrare all’università con il nuovo ordinamento e che, quindi, non  era candidabile chi aveva effettuato il passaggio -per molti quasi obbligato, pena il caos più totale- dal “nuovo al nuovo ordinamento”, così come gli stessi studenti lo hanno definito,criticandolo.
 

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