Unict, prevenzione antisismica: ciclo di puntate in onda su Radio Zammù

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Per l'Italia il rischio sismico è sempre alto. La nostra penisola si trova infatti nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica, e pertanto è sottoposta a forti spinte compressive, che causano l’accavallamento dei blocchi di roccia. Un tema quello del rischio sismico spesso trascurato, ma che sarà al centro dell'attenzione della nuova iniziativa portata avanti da Radio Zammù. La radio dell’Università di Catania, in collaborazione con il Centro di iniziative e studi per la prevenzione antisismica dedicato al professor Giovanni Campo, a partire da lunedì 26 gennaio alle 15, sulla frequenza dei 101 in fm e tramite il sito internet www.radiozammu.it, trasmetterà in onda il programma “Terremoto. Il giorno prima”: una trasmissione che parla di terremoti e di prevenzione attraverso un ciclo di sei puntate, che mira a fare informazione corretta e a diffondere la cultura della prevenzione, senza allarmismi.

Sensibilizzare e porre la giusta attenzione al problema. Questo l'obiettivo principale dell'università etnea: "chi parla di prevenzione dei terremoti, in Italia, spesso viene considerato un menagramo. E vengono ancora bollati come “cassandre” quegli studiosi che, da anni ormai, avvertono l’opinione pubblica o la classe politica del nostro Paese dei rischi a cui sono soggetti le popolazioni, gli edifici o l’enorme patrimonio storico e architettonico italiano, se si verificasse un evento sismico come quelli avvenuti soltanto nell’ultimo mezzo secolo"

"Dei catastrofici effetti dei terremoti, invece, si parla per giorni e giorni, dopo che sono avvenuti. Le immagini dei telegiornali scavano tra le macerie, raccontano il dolore dei sopravvissuti e di chi ha perso tutto. Si scatena la caccia mediatica o giudiziaria ai responsabili di tanti disastri; si stanziano milioni di euro per i lavori di ricostruzione; si recita la litania della prevenzione che, “se fosse stata fatta per tempo, avrebbe certamente permesso di evitare tutto questo”.

"Finché l’argomento non perde l’onore delle cronache, e torna nel dimenticatoio: senza che però si faccia realmente nulla per scongiurare nuove catastrofi. Perché la storia recente ci dimostra che, per tanti motivi – scaramantici o interessati -, a differenza di altre realtà, in Italia non si è sviluppata un'efficace cultura della convivenza con il rischio sismico"

"Non sono state realizzate le analisi di microzonazione sismica, né ci si è preoccupati di recuperare e consolidare tutta quella parte del patrimonio edilizio ed architettonico esistente (che poi è la principale responsabile dell'elevato rischio sismico delle nostre città). Né, infine, si è sviluppata una convinta politica di pianificazione territoriale finalizzata a mitigare il rischio sismico urbano"

"La scelta – altrettanto coerente – è quella di parlare di prevenzione partendo proprio da Catania, - conclude l'ateneo nel presentare l'iniziativa - una delle città più studiate d’Italia sotto il profilo della pericolosità sismica, dove da decenni – sia nell’Università che nella società civile - è presente e attivo un pool di tecnici e “pensatori” che si battono per diffondere la cultura della mitigazione dei rischi, cercando incessabilmente un’interlocuzione con la classe politica"

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