Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Unict: raccolta firme per diffidare il rettore Recca e il Cda dell'Ateneo

In tutte le facoltà dell'Università di Catania i Giovani Democratici etnei hanno allestito dei banchetti per la raccolta firme contro l'aumento giudicato "illegittimo" delle tasse universitarie a partire dall'anno accademico 2012/2013

Questa mattina in tutte le facoltà dell'Università di Catania i Giovani Democratici etnei hanno allestito dei banchetti per la raccolta firme contro l'aumento giudicato “illegittimo” delle tasse universitarie a partire dall'anno accademico 2012/2013.

I GD catanesi aderiscono così alla campagna nazionale “Dividi i costi, aumenta il sapere” della RUN (Rete Universitaria Nazionale), avviata oggi contemporaneamente in 22 Università italiane e che proseguirà per questa settimana e nel mese di maggio.

A Catania oggi centinaia di studenti hanno aderito alla petizione dei giovani del Pd. L'obiettivo della mobilitazione è raggiungere il numero massimo di firme al testo di diffida legale che verrà indirizzato anche al rettore di Catania Antonino Recca e al Consiglio di amministrazione dell'Ateneo, per contrastare l'ulteriore aumento delle rette studentesche, conseguenza del decreto 49 per l'assunzione dei nuovi ricercatori.

“Con il decreto ministeriale del 29 marzo è stato rideterminato l’importo della tassa minima di iscrizione alle università per l’anno accademico 2012/2013, aumentandolo dell’1,5 per cento in relazione al tasso di inflazione programmato per il 2012 – si legge nella diffida oggetto della raccolta firme – Il nuovo ammontare è stato definito in 192,57 euro”.

E per i GD catanesi non ci sono dubbi: “Si tratta di un aumento indiscriminato – sottolineano – che si inserisce nelle politiche di impoverimento dell'istruzione attuate dagli ultimi Governi nazionali, che hanno sempre guardato al sapere come ad un costo da tagliare o un lusso individuale. Un aumento ingiusto oltre che illegittimo, visto che comporterà lo sforamento del tetto del 20 per cento del fondo di finanziamento annuale dello Stato”.

“Questo vorrebbe dire solo una cosa: che per andare all'Università d'ora in poi i giovani italiani dovranno contribuire di tasca propria più di quanto non faccia lo Stato con le risorse pubbliche – proseguono i Giovani Democratici etnei – Un fatto inaccettabile e proprio per questo proseguiremo questa battaglia anche a Catania diffidando il rettore e il Cda dell'Ateneo a dare seguito agli aumenti, altrimenti presenteremo immediatamente ricorsi collettivi al Tar”.

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