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Università, elezioni del Rettore: le "soluzioni" dei tre candidati in corsa

La prima votazione è fissata per mercoledì 1 febbraio 2017, con i seggi aperti dalle 9 alle 19. L’eventuale seconda votazione avrà luogo il 7 febbraio, l’eventuale terza il 10 febbraio; infine, l’eventuale ballottaggio si terrà il 14 febbraio

E’ andato in scena il primo dibattito nell’aula magna del Palazzo Centrale dell’Università di Catania tra gli studenti universitari e i candidati alla carica di Magnifico Rettore dell’Ateneo catanese. La corsa è a tre, i candidati sono Francesco Basile, 61 anni, ordinario di Chirurgia generale, e dal marzo 2013 presidente della Scuola “Facoltà di Medicina”. E’stato preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dal 2008 al 2012. Il secondo candidato è Filippo Drago, 62 anni, ordinario di Farmacologia, direttore del Dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche (Biometec) dell’Ateneo di Catania. Drago è anche coordinatore del Dottorato internazionale di Ricerca in Neurofarmacologia e del Master di II livello in Discipine regolatorie del Farmaco. Il terzo candidato è Enrico Foti, 52 anni, ordinario di Idraulica, direttore del dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dal 2014. Attualmente è anche segretario e componente del Comitato tecnico scientifico della Fondazione Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania.

 
IL CANDIDATO FRANCESCO BASILE - “Credo che la proposta formativa vada rivista visti anche i tempi. Ci sono dei corsi di laurea che potremmo trovare per facilitare l’occupazione secondo le possibilità post-laurea verificando le esigenze del territorio”. Basile durante il suo intervento continua sviscerando la questione del numero programmato e dice: “Dobbiamo decidere quali corsi tenere a numero programmato e quali a numero aperto. Sulla programmazione possiamo verificarne l’opportunità. Il diritto allo studio non va toccato. Se laureiamo tutti i ragazzi è difficile che trovino lavoro e quindi dobbiamo modulare il tutto anche nei confronti del territorio”.
 
Poi parla della questione che interessa tutti gli studenti universitari, le tasse: “Vorrei mantenerle allo stesso livello senza aumentarle fermo restando i parametri ministeriali”. Non di meno conto la questione delle infrastrutture e strutture universitarie: “Dobbiamo assicurare delle possibilità logistiche adeguate. Le nostre aule sono abbastanza buone, ma dei settori in cui le aula sono vetuste e poco confortevoli. Oltre le aule dove si svolgono le lezioni ci sono le aule studio che sono carenti in quasi tutti i dipartimenti. Su questo ci spenderemo se dovessi essere io il prossimo rettore”.
 
IL CANDIDATO FILIPPO DRAGO - Drago parte dalle classifiche sul ranking delle universita: “Siamo in basso, come dice anche il Sole 24 Ore per quanto riguarda la didattica – e poi elenca le priorità - istituire una “no tax” area per gli studenti più in difficoltà, tutelare l’autonomia della rappresentanze studentesche, potenziare il reperimento degli alloggi è una questione fondamentale, negoziare con Comune e Amt un potenziamento dei collegamenti perché docenti e studenti possano essere favoriti dai mezzi pubblici e allungare gli orari di apertura delle aule studio anche affidandole ad associazioni studentesche”. Infine lancia una proposta provocatoria per i suoi colleghi: “Gli studenti devono essere anche in grado di valutare i docenti, quindi con un voto da 18 a 30, questo penso sia un incentivo per i miei colleghi a fare meglio”.
 
IL CANDIDATO ENRICO FOTI - Il professore Foti inizia il suo intervento precisando che si propone in discontinuità con le passate amministrazioni universitarie e poi parla della propria visione: “Bisogna partire da un’analisi seria dei problemi. Ricordo che tutte le classifiche ci pongono all’ultimo posto o negli ultimissimi posti. Negli ultimi 5 anni abbiamo perso 13mila studenti, questo significa in termini di contribuzione 8 milioni di euro”. Per Foti occorre rendere l’Ateneo catanese più attrattivo: “Negli ultimi 10 anni a livello nazionale si sono perse il 10 per cento di matricole, in Sicilia il 40 per cento. Bisogna riprendere la capacità di attrarre studenti, recuperando credibilità su studenti e famiglie sin dal liceo. Non dobbiamo esporre i nostri corsi di studio, ma dobbiamo fare capire quali sono i percorsi di studio che possono farli lavorare. Poi occorre offrire strutture adeguate. Ad Agraria e Scienze della Formazione gli studenti devono portare delle coperte per ripararsi dal freddo. In molti edifici piove all’interno. La realtà quindi è che anche per questi problemi perdiamo studenti. Alla Cittadella non c’è una mensa degna di questo nome”.

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