Università, il Tar rigetta ricorso su elezioni Rettore, il decano chiede un "armistizio"

La nota del prof Vincenzo Di Cataldo che comunica la decisione del giudice amministrativo in merito alla richiesta di sospensione degli atti da lui emessi

"Il TAR, all’esito dell’udienza del 12 settembre 2019, con provvedimento in data 16 settembre, non ha accolto l’istanza di sospensione, presentata all’interno del ricorso proposto dai due Colleghi, Lucio Maggio e Attilio Toscano, per l’annullamento di tutti gli atti compiuti dal decano dopo le dimissioni del rettore prof. Francesco Basile, e in particolare della procedura di elezione del nuovo rettore, ed ha preferito fissare celermente l’udienza di merito per il prossimo anno". Con queste parole inizia la nota inviata dal decano dell'università di Catania prof Vincenzo Di Cataldo che comunica la decisione del giudice amministrativo in merito alla richiesta di sospensione degli atti da lui emessi.

"La Commissione elettorale, con decisione in data 11 settembre 2019, già sul sito-web dell’Ateneo, ha dichiarato inammissibile e rigettato il ricorso avverso i risultati della procedura di elezione del rettore proposto dagli stessi ricorrenti, Lucio Maggio e Attilio Toscano. Speriamo tutti che presto il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca firmi il decreto di nomina del nostro nuovo rettore, Prof. Francesco Priolo. Entro pochi giorni, quindi, la nostra Università sarà restituita al suo assetto ordinario. Il rettore potrà esercitare le sue prerogative. Il decano potrà tornare al suo naturale anonimato. Avvieremo in piena normalità il nuovo anno accademico. Riprenderemo il lavoro che ciascuno di noi, in un giorno vicino o lontano della sua vita, ha scelto di svolgere: quel lavoro meraviglioso e strategico per ogni collettività che è studiare e insegnare. Questo nostro lavoro impegna, deve impegnare, tutte le nostre risorse. Richiede, tra le tante cose, e non ultime, piena serenità e armonia, perché è attività essenzialmente congiunta, non individuale. Abbandoniamo perciò, se esistono ancora, dissapori e incomprensioni di anni passati, come il nostro nuovo rettore ci chiede, e come ci hanno invitato a fare tutti i candidati alla carica di rettore fin dal primo giorno della recente campagna elettorale. In questo spirito, e con rispetto - conclude Di Cataldo - desidero invitare i due ricorrenti, Lucio Maggio e Attilio Toscano, a chiudere le loro recenti iniziative. Esse trovano verosimilmente radici in vecchi dissapori con ormai lontani vertici dell’Ateneo, e non mi pare abbia senso rivolgerli ai nostri nuovi. Potranno così anche loro contribuire, se vogliono, alla piena distensione di cui tutti, per primi i nostri studenti, abbiamo bisogno, e, in definitiva, ad un nuovo corso della nostra Università".

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