Università, l'Udu denuncia: "Tagliati 4 milioni al diritto allo studio"

Duro il commento del sindacato studentesco alla nuova manovra finanziaria della Regione presentata dall'assessore all'Economia Bianchi. "Ci troviamo di fronte ad un attacco diretto agli studenti siciliani"

Nella giornata di Giovedì 6 Marzo l’assessore Bianchi ha presentato la nuova manovra finanziaria della Regione Siciliana. Tra i 300 milioni di euro di tagli previsti non può non saltare all’occhio l’ennesimo taglio al diritto allo studio. La Finanziaria-bis prevede, infatti, un taglio del 20% dei finanziamenti agli enti Regionali: l’effetto prodotto sull’Ersu consiste nel taglio di ben 4 milioni di euro al diritto allo studio, con i finanziamenti all’Ente che quindi passano da 15 milioni di euro all’essere solo 11 milioni.

Le logiche conseguenze sono due, afferma l'Udu degli atenei di Palermo, Messina e Catania: "Un drastico calo delle borse di studio e la diminuzione della portata economica della singola borsa di studio che varia tra i 1.270 e i 3.853 euro. Il numero di studenti idonei per l’anno 2013/14 è di 6.602 per Palermo, ma ad oggi è soltanto 2.180 studenti tra gli aventi diritto alla borsa di studio, sono risultati vincitori, ovvero solo il 33% degli aventi diritto.

Con questo taglio di 4 milioni di euro, esiste il rischio che venga nettamente diminuita la portata economica media di ogni singola borsa di studio". "Peggiori sono inoltre - sottolineano Angelo Nuzzo (Palermo), Giuseppe Campisi (Catania) e Basilio Tanania (Messina) - le situazione degli altri Ersu regionali di Catania e Messina, dove non sono stati nemmeno avviati i pagamenti della prima rata per le Borse di Studio 2013/14. Si tratta di un ulteriore attacco che la Regione Sicilia sta lanciando al Diritto allo Studio e l’Udu non può stare a guardare. Con questo ennesimo taglio la Regione sta stroncando la carriera universitaria di migliaia di studenti siciliani, che vedono nella laurea l’ultimo strumento utile per provare a entrare in un mondo, come quello del lavoro, che ci ha chiuso le porte da diversi anni, per via anche delle scelte fatte dagli ultimi Governi in Italia". 

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