Università, tagli per i lettori madrelingua: "Legge discriminatoria e anticostituzionale"

Risponde il rettore Pignataro: "Da parte nostra, c’è grande attenzione nei confronti dei lettori madrelingua. Per questa ragione stiamo esaminando la documentazione e abbiamo anche trasferito la questione al Ministero, poiché intendiamo offrire risposte coerenti con quanto prevede la legge"

Che i tagli alla cultura facciano male non c’è dubbio. Se poi colpiscono quelle materie in cui gli italiani se la cavano meno bene, “fanno ancora più male”. Brutte notizie per gli studenti universitari che aspirano a migliorare la conoscenza di una lingua straniera presso l’ateneo catanese: arretramento di carriera, cancellazione degli scatti di anzianità e stipendio ridotto di oltre il 40% per i lettori madrelingua.

I diretti interessati si sono rivolti al Tribunale del lavoro, depositando un ricorso di emergenza e uno di merito (l’udienza di quest’ultimo è stata fissata per maggio 2015). I 40 lettori madrelingua sono passati da “Lettore equiparato Ricercatore” a “collaboratore ed esperto linguistico”. Conseguenza dell’art.26, comma 3, della Legge Gelmini (n.240, del 30/12/2010). Di questa precaria situazione, ne abbiamo parlato con il professor Lawson, che lavora per il Dappsi (ex facoltà di Scienze politiche).

“Lo stipendio è stato tagliato a tutti i lettori di madrelingua straniera e anche ai collaboratori ed esperti linguistici: abbiamo uno stipendio massimo al di sotto dei mille euro al mese, intorno ai 900 euro in media. Contestiamo nella maniera più assoluta le delibere del Consiglio di Amministrazione del 13 luglio e del 30 novembre 2012 (durante l’amministrazione Recca-ndr) -  dichiara Lawson - che danno attuazione manipolativa dell’art. 26, comma 3, della Legge Gelmini. Chiediamo a tal punto l’immediata revoca della delibere, ed il ripristino delle situazioni precedenti alla loro attuazione (stipendio, INPS, TFR) insieme alla restituzione delle somme finora trattenute”.

I lettori si trovano anche nei dipartimenti di Scienze Umanistiche,Economia ed Impresa, e dell’adesso-a seguito della riforma- Scuola “Facoltà di Medicina”.“Ci teniamo a sottolineare che oltre all’aspetto economico, la decisione dell’università lede seriamente la nostra professionalità, dignità e serietà. Siamo un gruppo di lavoratori con tantissimi anni di esperienza a formare gli studenti universitari nelle lingue. L’ateneo non era obbligato ad applicare la legge in questo modo: lo ha fatto insieme agli atenei di Bergamo e del Salento. Quel comma della legge non poteva essere applicato a chi come noi, da quanto stabilito da una sentenza passata in giudicato nel 2000, risulta essere  “lettore” e non collaboratore già dal primo giorno di lavoro: la legge in quel punto non deve riguardarci. Quel comma è discriminatorio ed anticostituzionale, nessun altro lavoratore dell’ateneo ha subito un’azione come questa, a seguito dell’applicazione della riforma”, aggiunge il lettore madrelingua, che specifica come anche la Commissione europea stia studiando la questione, sollevata da Petrie, leader di Allsi (Associazione Lettori di Lingua Straniera) della quale fanno parte alcuni lettori che lavorano presso l’ateneo catanese.

“Il problema è vecchio 30 anni, a Catania abbiamo cominciato le cause nei primi anni novanta, e inoltre tagliano sempre più posti di CEL (collaboratore esperto linguistico) a tempo determinato. La quantità di lavoro rimane la stessa, anche se siamo di meno; nonostante questo, abbiamo proseguito il  cammino con la professionalità di sempre e c’è anche chi ha fatto supplenze gratis. Crediamo fortemente nel lavoro che svogliamo, vogliamo che venga riconosciuta la figura dell’insegnante di lingua straniera nell’università, perché, come sempre, di mezzo ci vanno gli studenti, considerato che il rapporto insegnante/studente cambia a sfavore di quest’ultimo”.

Dall’Università, la risposta arriva in tempo reale. Il rettore Pignataro, insediatosi lo scorso 13 marzo, ha dichiarato: “Da parte nostra, c’è grande attenzione nei confronti dei lettori madrelingua. Per questa ragione stiamo esaminando la documentazione e abbiamo anche trasferito la questione al Ministero, poiché intendiamo offrire risposte coerenti con quanto prevede la legge”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Sicilia in zona rossa: i divieti e cosa si può fare

  • Covid, ordinanza di Musumeci: in Sicilia "zona rossa" con maggiori restrizioni

  • Raid punitivo per un commento su "Tik Tok": denunciate quattro donne

  • Coronavirus, Musumeci: "Se dati non miglioreranno, altri 15 giorni di zona rossa e scuole chiuse"

  • Coronavirus, Musumeci: "Allarme contagi da Palermo, Catania e Messina"

  • Massacrarono di botte un 54enne dopo averlo investito, in carcere due catanesi

Torna su
CataniaToday è in caricamento