"Vorrei che facessi un passo indietro e non ti presentassi a questo concorso"

Il nuovo troncone dell'inchiesta "Università bandita" ha annoverato diversi nomi noti, tra cui anche quello dell'ex professore Uccio Barone e dell'ex magistrato Vincenzo D'Agata i quali avrebbero cercato di "aiutare" i rispettivi figli

Nell'avviso di conclusione delle indagini della procura etnea, arrivato a 54 persone, spiccano i nomi di padri e figli illustri nel mondo accademico e giudiziario catanese. Si tratta dell'ex capo della Procura etnea Vincenzo D'Agata indagato con la figlia Velia e di Antonio Barone, figlio dell'ex direttore di un dipartimento dell'ateneo Uccio, recentemente incaricato dal presidente Nello Musumeci di uno studio storico per 12 mila euro. Il nuovo troncone dell'inchiesta "Università bandita" ha annoverato diversi nomi noti, tra cui anche quello dell'ex sindaco Enzo Bianco. Al centro dell'indagine i concorsi "truccati" che vi sarebbero stati dentro l'ateneo catanese.

Nel caso di D'Agata i magistrati scrivono che vi sarebbero state "collusioni consistite nell'individuare preventivamente il destinatario di una chiamata per docente di prima fascia (allontanando altresì uno dei possibili concorrenti) ed indirizzando la scelta del consiglio di dipartimento sui criteri da adottare per il riconoscimento dei punteggi ai fini della individuazione del settore scientifico nel quale effettuare la chiamata". In buona sostanza si sarebbe fatto di tutto per garantire una posizione utile in graduatoria al settore Anatomia Umana a Velia D'Agata e - continuano gli inquirenti - si sarebbe "turbato il procedimento amministrativo" relativo al contenuto del bando. Ad essere coinvolti in queste procedure sarebbero anche il direttore del dipartimento di scienze biomediche Filippo Drago, l'ex rettore Basile (che aveva incontrato più volte lo stesso Drago, Vincenzo e Velia D'Agata) e anche l'allora rettore della Sapienza di Roma Gaudio che era stato sondato come membro interno per la commissione che avrebbe dovuto valutare gli aspiranti al posto.

In particolare Velia D'Agata avrebbe fatto un forte pressing con il professore Drago per fare desistere un altro concorrente, Sergio Castorina, dall'idea di partecipare al concorso per professore di prima fascia del dipartimento di Scienze Biomediche nel settore di Anatomia Umana.

"Quello che ti chiedo - diceva Drago a Castorina per convincerlo a non partecipare - è che la cosa vada in questi termini...vorrei che tu facessi un passo indietro e non ti presentassi a questo concorso. Io nel giro di sei mesi sistemo tutto, ti bandisco un altro posto, sono io d'accordo con il rettore".

L'avviso della conclusione delle indagini è arrivato anche ad Antonio Barone, figlio dell'ex direttore di dipartimento di Scienze Politiche Uccio, che ha vinto un concorso per docente di prima fascia. Anche in questo, secondo le accuse, il procedimento sarebbe stato "turbato" e diretto a "stabilire il contenuto del bando per un posto presso il dipartimento di Economia nel settore scientifico disciplinare di diritto amministrativo".

Nella vicenda - secondo gli inquirenti - sarebbero coinvolti anche l'ex rettore Pignataro e il suo successore Basile nonché Uccio Barone che avrebbe "indotto il rettore Pignataro a promuovere la chiamate del figlio" e avrebbe concordato di "non manifestare alcun interesse per la chiamata di docenti consentendo così di individuare i dipartimenti di Economia e impresa, di Scienze Biologiche Geologiche e di Medicini Clinica come quelli beneficiari della chiamata di nuovi docenti e, successivamente, Antonio Barone come vincitore del concorso in diritto amministrativo".

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Poi il direttore del dipartimento di Economia, Michela Cavallaro, come scrivono i magistrati avrebbe "concordato con il rettore di manifestare l'interesse per la chiamata di uno dei docenti": Chiamata che arriverà per il settore di diritto amministrativo anche se il dipartimento non ne aveva di bisogno.

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