Tabaccaio vittima degli usurai, costretto a pagare da oltre 15 anni: 8 arresti

Agli otto sono stati contestati tre distinti episodi estorsivi, in cui gli autori, facendo leva sulla propria influenza e persuasività derivante dalla vicinanza alla cosca Santapaola - Ercolano, si presentavano alla vittima come intermediari, e sollecitavano la persona offesa a pagare il debito residuo nei confronti degli usurai

Otto persone sono state arrestate all'alba di stamattina dalla squadra mobile di Catania in collaborazione con i colleghi di Pavia, nell'ambito dell'operazione 'Dirty money'. Agli otto sono stati contestati tre distinti episodi estorsivi, in cui gli autori, facendo leva sulla propria influenza e persuasività derivante dalla vicinanza alla cosca Santapaola - Ercolano, si presentavano alla vittima come intermediari, e sollecitavano la persona offesa a pagare il debito residuo nei confronti degli usurai.

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Gli arresti, eseguiti in seguito a ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 4 settembre 2015 dal gip di Catania, sono scattati per: Cantone Fabio (cl.1987); Di Modica Francesco  (cl.1982) - pregiudicato; Buzza Salvatore Maurizio (cl.1964); Scuderi Carmelo (cl.1961) - pregiudicato; Tiralongo Salvatore (cl.1975) – pregiudicato, tratto in arresto a Pavia; Cucka Avdyl, alias Gugka Avdyl (cl.1965); Varisco Antonino (cl.1965) - pregiudicato, già detenuto per altra causa; Provvidenti Angelo (cl.1943).

Gli otto sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di usura ed estorsione, con l'aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all'articolo 416 bis. Il provvedimento arriva a termine di un'attività investigativa coordinata dalla procura distrettuale della Repubblica a seguito della denuncia presentata il 10 luglio 2014 dal titolare di un tabacchi ubicato in un paese pedemontano, vittima di usura da oltre 15 anni, costretto a pagare continuamente interessi sul danaro prestato in attesa di restituire il capitale, ovvero, in altri casi, a pagare denaro da imputare a quest'ultimo, secondo un piano di rientro stabilito.

Le indagini hanno permesso di appurare 5 distinti episodi di prestiti usurari con richieste di restituzione delle somme capitali con tassi di interesse fino al 120% annuo. Sebbene apparentemente gli indagati, salvo alcune ipotesi di concorrenza nel reato, siano in linea di massima 'autonomi' essi risultano quasi tutti, collegati tra loro in una sorta di 'contiguità' che li rende, ad onta dello stato di formale incensuratezza, avamposti di un circuito criminale unico, contiguo al clan Santapaola - Ercolano.

Uno degli arrestati, aveva minacciato la vittima dicendo che se non avesse versato somme di danaro alle organizzazioni mafiose del territorio, non avrebbe potuto beneficiare della loro protezione e dunque la sua attività commerciale avrebbe continuato a subire rapine. Una minaccia per convincere l'esercente a pagare ogni mese 500 euro in contanti o mediante ricariche postepay.

Altri 2 tentativi di estorsione aggravata sono stati contestati ad altri due degli arrestati, che per farsi restituire capitale prestato e interessi avevano minacciato la vittima, alludendo alla riferibilità del credito usurario ad organizzazioni mafiose ed alle ritorsioni che gli esponenti dei clan avrebbero potuto adottare in caso del mancato pagamento delle rate scadute, dal momento che tali somme servivano per le esigenze del clan, come il sostentamento dei detenuti e delle loro famiglie. In tal modo erano riusciti a farsi consegnare 4.350 euro ad estinzione dei rispettivi debiti.

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