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Mafia e usura, minacciano un commerciante di rapirgli il figlio: sei arrestati

Avrebbero taglieggiato un commerciante che non poteva pagare un prestito di 4.000 euro, con un tasso usuraio del 25% al mese. Alcuni di loro si sarebbero impossessati dei soldi della cassa del negozio

Una banda di sei persone, accusate di essere vicine al clan Cappello-Bonaccorsi sono state arrestate dalla polizia etnea per  usura ed estorsione aggravate dall'avere favorito la mafia. Avrebbero taglieggiato un commerciante che non poteva pagare un prestito di 4.000 euro, ottenuto nel 2017, con un tasso usuraio del 25% al mese.

Alcuni di loro si sarebbero impossessati dei soldi della cassa del negozio dove c'era l'incasso della giornata e minacciato la vittima di essere pronti a rapire suo figlio minorenne se non avesse ceduto.

Le immagini degli arresti - VIDEO

Sul gruppo ha indagato la squadra mobile che ha arrestato in flagranza di reato, il 2 febbraio scorso, due esattori che avevano incassato 300 euro: Salvatore Crupi, di 37 anni, e Roberto Mangiagli, di 40. Successivamente la Procura ha disposto il fermo di Claudio Strano, di 41 anni, ritenuto il capo dell'omonima 'famiglia', Antonino Grasso, di 63, Orazio Sapuppo, di 44, e Michele Rao, di 45. Il Gip ha convalidato i fermi ed emesso l' ordinanza di custodia cautelare in carcere

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