Usura, sequestrati beni ai "Fratelli Bosco" per il valore di 15 milioni di euro

Sequestrato il patrimonio delle famiglie Bosco e Cuntrò. Sigilli anche ai supermercati della nota catena di distribuzione. I beni, valutati in oltre 15 milioni di euro, saranno gestiti da un amministratore nominato dal Tribunale

I finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale - Sezione misure di prevenzione, su proposta della locale Procura della Repubblica, nei confronti dell’organizzazione capeggiata dalla famiglia Bosco, dedita a un vasto giro di usura ed estorsione.

Il provvedimento costituisce la naturale prosecuzione dell’attività di indagine svolta in collaborazione con la locale Squadra Mobile della Polizia di Stato e coordinata dalla Procura della Repubblica etnea, che aveva portato nei giorni passati all'arresto degli esponenti di spicco dell'organizzazione criminale e al sequestro preventivo di circa 800.000 euro, considerati dagli investigatori il provento delle attività illecite.

La Procura della Repubblica, alla luce del voluminoso giro di usura scoperto e della constatata movimentazione di rilevanti flussi finanziari, ha delegato la Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria, a svolgere accertamenti sull’intero patrimonio riconducibile agli indagati, utilizzando gli strumenti previsti dalla normativa antimafia in materia di misure di prevenzione.

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I NOMI DEGLI ARRESTATI

Gli sviluppi delle approfondite investigazioni economico-patrimoniali svolte dalle Fiamme Gialle hanno permesso di accertare l’esistenza di un’evidente sproporzione tra i redditi dichiarati e le possidenze immobiliari e mobiliari nella disponibilita’ degli indagati. Inoltre, in alcuni casi, la ricostruzione dei complessi collegamenti familiari e societari ha consentito di individuare “prestanome” ai quali erano state fittiziamente intestate quote di ricchezza provenienti dall’attivita’ criminosa.

Il provvedimento di sequestro eseguito ha interessato 24 beni immobili, 15 autoveicoli e motoveicoli nonché 11 società (compresi i tre punti vendita della nota catena di supermercati e un’attività di ristorazione con insegna nota sia in Italia che all’estero, La Bufala).

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L’intero patrimonio, valutato in circa 15 milioni di euro, sarà ora gestito da un amministratore nominato dal Tribunale, Sezione Misure di Prevenzione. Con riguardo alle società, va precisato che sono state poste in sequestro alcune quote delle medesime, e che le aziende dunque opereranno, sotto la direzione del nuovo amministratore, in modo tale da rendere possibile, secondo i principi di corretta gestione, la prosecuzione dell’attività di impresa.

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Sono interessati al provvedimento i membri della famiglia Bosco (Giuseppe, cl. 78, Antonino, cl. 58, Giuseppe, cl. 22, Mario, cl. 55, Salvatore, cl. 60, Sebastiano, cl. 79), (Cuntrò Mario, cl.79 e Antonino, cl.58.

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