A Catania, il 10-15 per cento dei bambini della scuola dell’infanzia non è vaccinato

In provincia di Catania si stima che, tra i circa 30.000 bambini che frequentano la Scuola dell’infanzia, ancora il 10-15% non sia in regola, soprattutto per quanto riguarda la vaccinazione anti morbillo-parotite-rosolia

Scade oggi, 10 marzo, il termine per l’adempimento degli obblighi vaccinali per le famiglie degli alunni della Scuola dell’infanzia e delle Scuole dell’obbligo. In Provincia di Catania si stima che, tra i circa 30.000 bambini che frequentano la Scuola dell’infanzia, ancora il 10-15% non sia in regola, soprattutto per quanto riguarda la vaccinazione anti morbillo-parotite-rosolia.

L’8 marzo scorso, l’Asp di Catania e l’Ufficio Scolastico Provinciale hanno condiviso un protocollo operativo per definire gli adempimenti, gestire le varie fasi organizzative e rispondere adeguatamente alla domanda di vaccinazioni. "Stiamo operando in piena condivisione con l’Ufficio scolastico provinciale - spiega il dr. Giuseppe Giammanco, direttore generale dell’Asp di Catania - per agevolare le procedure per le famiglie e raggiungere, così, gli obiettivi di salute attesi. Voglio anche sottolineare che le vaccinazioni sono una conquista di civiltà e un’opportunità, soprattutto per il cluster di popolazione più deboli. Invito pertanto i genitori a vaccinare i loro figli".

"Abbiamo individuato alcune soluzioni, rese possibili dalla sinergia fra le istituzioni - aggiunge il dr. Emilio Grasso, direttore dell’Ups -, in modo da alleggerire i compiti per i genitori degli alunni. Le famiglie, infatti, non dovranno produrre alcuna ulteriore documentazione a scuola o all’asilo nido".

Al fine di evitare inutili file da parte di coloro che sono in regola, il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catania, diretto dall’ing. Antonio Leonardi, grazie alla completa digitalizzazione dell’anagrafe vaccinale provinciale, ha provveduto a trasmettere alle scuole ed agli asili nido, tramite il Servizio di Epidemiologia, diretto dal dr. Mario Cuccia, gli elenchi degli alunni in regola, la gran parte, e di quelli non in regola. Successivamente, e in tempi brevi, le autorità scolastiche inviteranno i genitori degli alunni non in regola a produrre una certificazione che attesti l’avvenuta regolarizzazione dello stato vaccinale dei figli.

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Nel caso ciò non avvenisse le autorità scolastiche, limitatamente agli alunni che frequentano la Scuola dell’infanzia (materna), ed i responsabili degli asili nido dovranno avviare le procedure per comunicare l’impossibilità della frequenza per mancato rispetto dell’obbligo vaccinale. Considerato che la situazione più delicata è quella degli asili nido e delle scuole dell’infanzia - perché solo per i bambini che li frequentano è possibile l’interruzione della frequenza per mancato rispetto dell’obbligo vaccinale - le autorità sanitarie e scolastiche hanno concordato che in una prima fase saranno proprio gli elenchi di questi bambini ad essere trasmessi alle scuole. Saranno, in seguito, trasmessi gli elenchi degli alunni che frequentano le Scuole primarie e secondarie (cioè quelle dell’obbligo scolastico), per i quali è prevista solo una sanzione amministrativa nel caso non fossero in regola con l’obbligo vaccinale. Nei prossimi giorni, a seguito delle comunicazioni delle scuole ai genitori, si potranno vaccinare, presso gli ambulatori distrettuali, coloro che non sono ancora in regola con la legge.

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