Centro storico e vandalismo, tra monumenti scalfiti e teste "mozzate"

Partendo dalle Terme della Rotonda fino ad arrivare in prossimità di Piazza Stesicoro. Alla scoperta delle ricchezze culturali della città, danneggiate ormai dai continui atti barbarici

Hanno lasciato la loro firma. Hanno devastato le ricchezze culturali della città. I vandali hanno provocato un danno d’immagine non indifferente. Basta fare un giro nel centro della città per rendersi conto dei risultati: muri imbrattati e monumenti scalfiti sono all’ordine del giorno.

La nostra panoramica parte dalle Terme della Rotonda. Non lontane dall'Odéon, si trovano nella zona archeologica romana del centro della città. Arrivati in prossimità dell’ingresso il biglietto da visita è poco confortante: i writers hanno deturpato il muro esterno. Tante, infatti, le scritte in prossimità della porta di accesso.

Andando in via Dusmet, che costeggia gli "archi della marina", lo scenario non cambia: addirittura peggiora. Qui la forza distruttrice è paragonabile a quella di Attila, che con le sue cruente incursioni era riuscito a devastare, nel corso della storia, Roma.

E’ presente, infatti, una piazza con una statua ormai irriconoscibile. Un reperto di importanza storica privo della testa perché distrutta. Identificare il soggetto raffigurato è impossibile, tanto che i cittadini hanno ribattezzato il monumento come: “La statua senza testa”.

Spostando la nostra attenzione in Piazza San Francesco d’Assisi il risultato è diverso, ma la situazione non migliora. Nel muro sottostante alla statua del cardinale Dusmet, infatti, sono evidenti segni di degrado. Una parte della parete è addirittura priva della scritta in latino, troncata bruscamente perché ormai scalfita e sbiadita. 

Nelle aiuole attorno si intravedono bottiglie di vetro e spazzatura di ogni genere. Il tutto contribuisce a danneggiare l’immagine del monumento.

Deturpate anche le scritte in prossimità dei resti di Catania antica, di fronte a Piazza Stesicoro. Versa nell’incuria il ricordo del poeta greco antico siceliota, Stesicoro. I versi incisi nel marmo sono difficilmente leggibili. Accanto le solite scritte dei piccoli bulli di turno.

Il giro continua fino alla fine della salita di Via Antonino di San Giuliano, accanto alla Chiesa dei Minoritelli, dove sorge un arco dimenticato da tutti. Anche qui i segni dell’inciviltà sono evidenti, con bottiglie di vetro e vestiti sparsi lungo il perimetro delle mura.

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