Vanedda street art - prima scuola in Sicilia

Progetto turistico e di riqualificazione del centro urbano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Vanedda Street Art è un progetto ideato e promosso dal Vice Sindaco di Valverde, Luigi Torrisi, dall’Assessore Clara Pennisi, specializzata in teoria della arti, e dal geometra Salvo Cosentino, autore di due opere. Figlio di un desiderio, di un volo pindarico, del tentativo di lasciare un’impronta: la nostra! Quando abbiamo incominciato, quasi per gioco, pensavamo che saremmo cresciuti ma i risultati al momento sono davvero sorprendenti. Il desiderio era quello di passeggiare per il nostro paese ammirando e respirando arte e bellezza.

“La bellezza salverà il mondo” è l’affermazione di Dostoevskij in cui crediamo fermamente. Ecco cosa è Vanedda Street Art; la volontà di creare un museo a cielo aperto (ancora in progress), di educare i bambini a rapportarsi, innamorarsi ed abituarsi all’arte contemporanea. Al momento abbiamo opere, murales, mosaici, installazioni. Nomi importanti come quello della Prof.ssa Giuseppina Toscano, Salvo Ligama, Ruce, Salvo Mauro, Alice Loma, Wadara e tanti altri hanno arricchito la Vanedda che piano piano ha sentito l’esigenza di “uscire” fuori dalla Via in cui è nata ed è approdata sul prospetto della scuola con un’opera bellissima realizzata dall’americano Gaia e dal siciliano Ligama nel circuito di “Emergence festival” curato da Giuseppe Stagnitta.

L’opera, realizzata con acrilici e spray, ci risulta essere la prima scuola in Sicilia e si sviluppa lungo il poligono irregolare costituito dall’edificio scolastico ed è per predisposizione divisa in tre parti o zone, ad ognuna delle quali è dedicato un soggetto. Nella globalità potremmo dire che il tema è la cultura, nella fattispecie il rapporto tra apparecchi elettronici e modernità. Le gru, l’Etna e il tempio. Come se attraverso una lettura induttiva si passi dal cuore del nostro territorio rappresentato dalle gru attraversando con lo sguardo l’Etna che è assieme Catania Sicilia per concludere al tempio: Alla grecità e alla fonte di quello che siamo! I pixel sono alla base dell’opera e ne costituiscono il substrato in due modi: come sfondo e come gradazione.

Come sfondo perché compongono l’immagine dei display da cui oggi guardiamo ogni cosa; come gradazione perché attraverso le registrazioni del sismografo etneo l’artista sceglie i colori che faranno parte della sua tavolozza. Salvo Ligama riesce eccellentemente a ricreare un cielo in cui le gradazioni del blu si mescolano anche alle due Gru che di Valverde sono il simbolo. Al centro dell’opera maestosa si erge la nostra Etna che è la colonna del nostro cielo! Dopo l’Etna, lo sguardo posa sul prospetto di un tempio semi coperto da una mano che tiene uno smartphone come se stesse scattando un selfie ma che invece riflette il simbolo della cultura greca. È formidabile che un americano come Gaia, decida di usare un tempio greco come soggetto per un suo lavoro, questo a testimonianza che la cultura non ha confini ne limiti e che l’arte è un ponte che collega ogni parte del mondo. Gli artisti hanno lavorato in maniera incessante per circa 10 giorni, coinvolgendo con la loro allegria anche passanti e curiosi. Vedere gli artisti a lavoro ed ammirare i progressi quotidianamente è stata davvero un’esperienza unica. Al momento l’artista polacca Nespoon sta lavorando su una facciata visibile dalla piazza principale del paese. 

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