Ventennale della lotta del “Popolo dei Cancelli” nella base di Sigonella

Il 31 maggio 2017 ricorre il ventennale dall’inizio della vertenza del “Popolo dei Cancelli” della base di Sigonella, quei lavoratori che da decenni svolgevano i servizi aeroportuali alle dipendenze della Alisud S.p.a.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Il 31 maggio 2017 ricorre il ventennale dall’inizio della vertenza del “Popolo dei Cancelli” della base di Sigonella, quei lavoratori che da decenni svolgevano i servizi aeroportuali alle dipendenze della Alisud S.p.a. in regime di appalto con la Marina Militare Americana. Un’importante memoria storica che celebra una lotta giusta per il lavoro e per i diritti e per tali ragioni di grande significato ed attualità. Divenne ufficiale, infatti, nell’aprile del 1997, che sarebbe subentrato da lì a poco (1° giugno) un nuovo Consorzio italo-americano, denominato P.A.E./A.M./C.S. ed appositamente costituito, sostituendo dopo ben quattro quinquenni la precedente azienda, e che avrebbe drasticamente modificato le condizioni normative e retributive delle maestranze, procedendo anche ad una pesante riduzione di Personale. I lavoratori aeroportuali della Base avviarono da subito, insieme alle loro famiglie, e con l’appassionato contributo dei loro colleghi della Base militare americana di Napoli Capodichino, una mobilitazione senza precedenti, con presidi, manifestazioni e cortei che la sera del 31 maggio di quell’anno culminò in un’appassionata protesta ai cancelli di Sigonella dove rimasero ininterrottamente acquartierati per diciannove giorni. Successivamente, a seguito di un accordo parziale ed inadeguato sottoscritto in sede istituzionale, la stragrande maggioranza dei lavoratori rientrò in servizio proseguendo la lotta in difesa dei colleghi illegittimamente non assunti, e per il riconoscimento di tutti quei diritti normativi e retributivi conquistati negli anni, ed allora di colpo azzerati. Il “Popolo dei Cancelli” continuò a promuovere iniziative pubbliche nel tentativo di stabilire sempre nuove alleanze, e del coinvolgimento sempre più ampio del mondo del lavoro e della politica ai diversi livelli. Tra queste è opportuno ricordare la pubblicazione del libro col racconto dell’intera vicenda e le diverse testimonianze di quanti parteciparono agli eventi esprimendo la loro propria solidarietà, e che venne presentato nella grande manifestazione tenutasi nell’area antistante la Base di Sigonella, ad un anno dall’inizio della vertenza, con la partecipazione di una delegazione dei lavoratori portuali di Liverpool, e del regista britannico simbolo del cinema di impegno sociale Ken Loach, che aveva già devoluto alla causa dei lavoratori aeroportuali di Sigonella la dotazione economica collegata al Premio SalernoInFestival Shadowline da lui ricevuto.

Sul fronte interno, invece, i lavoratori continuarono senza mai mollare nelle loro rivendicazioni a sostegno delle quali proclamarono numerosi scioperi “a singhiozzo” fino a raggiungere quasi quattromila ore complessive nei cinque anni di vigenza di quel contratto di committenza. Parallelamente, sin dal primo momento, furono anche avviate tutte quelle iniziative legali finalizzate al riconoscimento del diritto al lavoro di quanti ne erano stati ingiustamente privati. Di queste, nel dicembre del 2001, veniva pubblicata una sentenza della Corte di Appello di Catania-Sezione Lavoro, poi confermata dalla Corte di Cassazione nel gennaio 2005, la quale stabiliva che tra l’Azienda cessante ed il Consorzio subentrante si fosse verificato “un vero e proprio trasferimento di azienda ai sensi e per gli effetti dell’art. 2112 c.c.” e successivamente dichiarava che fra il Consorzio ed il ricorrente fosse “in corso, a decorrere dall’01/06/1997 un rapporto di lavoro subordinato avente gli stessi parametri contrattuali di quello già in precedenza esistente …”. Perciò il Consorzio veniva anche condannato all’assunzione del ricorrente ed al pagamento delle spettanze arretrate. Tale sentenza sanciva in maniera inequivocabile la giustezza della vertenza dei lavoratori del “Popolo dei Cancelli”, la bontà delle loro iniziative e la fondatezza delle loro posizioni. Perché, allora, il “Ventennale”? Perché la storia del “Popolo dei Cancelli”, per tutto quello che rappresenta ancora oggi e che insegna alle nuove generazioni, merita certamente di essere ricordata. In serata, infine, incontro conviviale, nel corso del quale, tra l’altro, saranno consegnate delle targhe ai familiari dei Compagni del Movimento prematuramente scomparsi.

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