Vertenza Aligrup: ancora nessuna vendita, la protesta continua

Si parla tanto di vendita quasi fatta, ma di concreto non c'è ancora nulla. E così il lavoratori di Aligrup - che hanno costituito un comitato- promettono proteste e sit-in nelle piazze etnee

E' ancora "in forse" il futuro dei dipendenti di Aligrup. Venerdì scorso, i lavoratori degli uffici che operano nella sede Aligrup di San Giovanni La Punta e i colleghi del deposito ubicato nella zona industriale di Catania, si sono riuniti in assemblea nella sala congressi del Polivalente di Aci Bonaccorsi, messo a disposizione dal sindaco, Mario Alì, anch'egli, da anni, dipendente Aligrup.

Si attende però il 5 novembre, l'udienza della ammissibilità della procedura per la ristrutturazione dei debiti. Tra i possibili acquirenti, il gruppo Abate interessato ai punti vendita di via Fisichelli (S. Giovanni La Punta), via Ravanusa (Tremestieri), via Maimonide (Paternò), via Verona e via Lessona (Catania), via Belfiore (Valverde), via Garibaldi (Viagrande) e quello di Bronte.

E ancora "Arena" che acquisirebbe i punti Cash e di via Balatelle (San Giovanni La Punta), e quelli di Valguarnera, Giarre e di via Carnazza a Tremestieri. "Ergon", interessato ai punti vendita acesi di Capomulini, Le vele e Cash di via Lazzaretto.

Avrebbero mostrato inoltre interesse Cds Romano per il punto vendita di San Cataldo; Leone (Pam) per quello di via Carducci ad Acireale. Altri gruppi come Palermo Discount, sarebbero pronti a concludere la trattativa.

Ma quallo che preoccupa principalmente i dipendenti di Aligrup è con quale criterio saranno ricollocati i lavoratori presso i nuovi soggetti imprenditoriali. Per questo sono sul piede di guerra come fa sapere Michele Russo, coordinatore del comitato spontaneo sorto fra i dipendenti degli uffici e del deposito. "Avvieremo un'azione di protesta -precisa Russo - Cominceremo mercoledì prossimo alle 20 con una tavola rotonda in piazza a San Giovanni La Punta, con la partecipazione di tutti i sindaci dei comuni dove sono presenti i punti vendita. Venerdì alle 10 andremo davanti alla sede della Provincia per chiedere d'essere ascoltati dal presidente Castiglione. E ancora organizzeremo sit-in nelle principali piazze etnee. Se non vendremo spiragli chiuderemo anche i ponti tra gli uffici e i punti vendita".
 

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