Cronaca Cappuccini / Via Castromarino

Via Castromarino un anno dopo, i residenti: "Ci sentiamo abbandonati"

Una seduta della commissione consiliare Servizi Sociali ha affrontato la tematica ospitando la professoressa Oriana Pappalardo in rappresentanza di chi ha perso la casa nel crollo dello scorso 20 gennaio

E' passato quasi un anno dal crollo di una palazzina in via Castromarino e ad oggi i residenti chiedono un minimo di sicurezza sul loro futuro dopo aver perso la casa, i ricordi, i beni più importanti, il rifugio sicuro. Dallo scorso 20 gennaio hanno dovuto fare un reset delle loro vite e ricostruire un'esistenza tra dubbi, problemi e una pandemia che ha reso ancora più difficile le già precarie condizioni economiche di molte delle circa 15 famiglie rimaste senza immobile.

Sulle cause del crollo sta indagano la magistratura. La battaglia legale sarà lunga per accertare le responsabilità: dito puntato sui lavori per la metropolitana etnea ma un procedimento dovrà stabilire cause, responsabilità ed eventuali omissioni. La commissione consiliare Servizi Sociali, su richiesta dei residenti, ha tenuto un'audizione per comprendere lo stato dell'arte dalla viva voce di chi è rimasto senza casa. Così il presidente Sebastiano Anastasi ha invitato, in rappresentanza delle famiglie di via Castromarino, la professoressa Oriana Pappalardo che ha tracciato il quadro della situazione.

Un quadro che è fatto di sconforto ma anche da un senso di abbandono: dalle fatture dell'albergo dove si sono rifugiati subito dopo il crollo non pagate da nessuna istituzione alle difficoltà di trovare una nuova abitazione. "Dopo quasi un anno - dice Pappalardo - solo in 4 o 5 fortunati hanno trovato un'altra casa. E' diventato difficile tra la crisi economica, le richieste di garanzie richieste dai proprietari e le spese da affrontare, poter trovare un'abitazione in affitto. Chi ci è riuscito, come nel mio caso, si sente un miracolato e io ho trovato casa grazie a una rete di amici che mi ha sostenuto".

"Devo ringraziare gli amici e i tanti catanesi che ci hanno sostenuti - ha proseguito la signora -. Noi ci troviamo ad affrontare una situazione inedita. Rispetto agli sfollati per eventi calamitosi non abbiamo alcun tipo di tutela o di sostegno, molti hanno avuto - compresa me - seri problemi di salute. Abbiamo tutto sotto sequestro, le nostre case hanno continuato a subire crolli. Abbiamo scritto alla protezione civile regionale per capire se vi siano fondi e disponibilità per sostenere le ingenti spese che abbiamo dovuto affrontare".

Tra le spese anche quelle dei nuovi allacci, delle volture dei contatori per quei pochi che hanno trovato una nuova casa. Inoltre i residenti, attraverso la loro rappresentante, hanno lamentato l'inadeguatezza degli alloggi offerti come quelli di via Stazzone. Il presidente Anastasi è intervenuto a seguito delle dichiarazioni della professoressa Pappalardo: "E' scandaloso che in un evento del genere rimanga a fronteggiare la questione soltanto il Comune. A monte ci vorrebbe la presenza dello Stato per una situazione di straordinaria emergenza che non è stata normata sinora e che, invece, dovrebbe prevedere precise responsabilità e sostegni adeguati per chi ha subito drammi del genere".

Anastasi e la commissione hanno passato in rassegna gli interventi effettuati come la modifica dei parametri del Buono Famiglia per consentire ai residenti di via Castromarino di fruire della misura emergenziale. "Ci sono queste famiglie - ha proseguito Anastasi - che vivono una tragedia. Ci vuole sul modello del ponte Morandi uno Stato che operi rapidamente nelle emergenze. Noi andremo sino in fondo e programmeremo incontri con la direzione patrimonio per capire gli immobili a disposizione anche tra quelli confiscati alla mafia, con l'assessore Trantino per avere il quadro dei nuovi alloggi e le loro consegne ma anche con la protezione civile comunale e l'assessore Lombardo per comprendere gli interventi effettuati e da poter effettuare".

Oltre a lamentare una certa "solitudine" nella tragedia subita, la professoressa Pappalardo ha evidenziato le difficili situazioni economiche di molte famiglie: "La pandemia ha fatto perdere il lavoro a molti e sono in serie difficoltà. Io stessa, da docente precaria, vedo la mia famiglia in bilico. Via Castromarino ha creato nuove povertà e il Comune non ci può ignorare. Ho dormito per dieci mesi in un sacco a pelo, ora chiediamo fatti".

Il consigliere del Movimento Cinque Stelle Graziano Bonaccorsi è stato in contatto sin dal principio con le famiglie sfollate ha sottolineato nel suo intervento "la gestione maldestra del Comune sin dall'inizio". "Soltanto la prontezza dei vigili del fuoco - ha dichiarato Bonaccorsi - ha consentito di evitare una tragedia e di salvare vite umane. In situazioni analoghe altri Comuni hanno gestito diversamente le vicende, come nel caso di Caltagirone e si è interagito con la protezione civile regionale. E' passato quasi un anno e non si è trovata alcuna soluzione per le 15 famiglie sfollate: ora il Comune deve impegnarsi per trovare una situazione definitiva per questi cittadini che sono stati dimenticati".

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