La droga nascosta in un chiosco, in un'agenzia di scommesse e nelle aiuole di via Della Concordia

La cocaina veniva nascosta, in parte, presso il chiosco Belvedere in via Della Concordia n.20, mentre la marijuana veniva in parte occultata all’interno dell’agenzia di scommesse Redstore in via Della Concordia n.24. Alcune dosi erano nascoste nelle aiuole

Durante l’attività di spaccio al Tondicello il gruppo criminale, al fine di scongiurare i controlli di polizia, oltre a servirsi di un sistema di sorveglianza ben congegnato attraverso il controllo dei punti nevralgici della piazza, utilizzava diversi luoghi per occultare le sostanze stupefacenti: la cocaina veniva nascosta, in parte, presso il chiosco Belvedere in via Della Concordia n.20, mentre la marijuana veniva in parte occultata all’interno dell’agenzia di scommesse Redstore in via Della Concordia n.24, nonché, in parte, nelle aiuole antistanti ai due esercizi commerciali e presso alcuni ruderi ubicati in via Fiducia, prossima agli esercizi commerciali sopra menzionati e completamente controllata dai sodali.

Inoltre, a seguito di alcuni sequestri di sostanza stupefacente effettuati dalla polizia presso i luoghi teatro di spaccio, i sodali decidevano di utilizzare le abitazioni di Maria Grillo, Davide Strano e Agatino Strano (questi ultimi due già in regime di arresti domiciliari per altra causa) quale luogo di custodia della sostanza stupefacente, approvvigionandosi dello stupefacente in singole dosi.

Pertanto la Procura Distrettuale Antimafia ha disposto, altresì, il sequestro penale preventivo del chiosco Belvedere e dell’agenzia di scommesse Redstore i cui gestori sono stati arrestati, poiché ritenuti membri dell’associazione criminale.

In particolare, il chiosco Belvedere, è intestato alla moglie di Nunzio La Torre, ritenuto, quest’ultimo, il capo dell’associazione criminale che gestiva la “piazza di spaccio”, nell’ambito del clan mafioso Cappello – Bonaccorsi di cui Nunzio La Torre si ritiene essere membro, avendo fra l’altro corrisposto costantemente ed almeno dal 2010 al clan una somma mensile oscillante dai 2.000 agli 8.000 euro, destinata prevalentemente al mantenimento dei sodali in carcere, con particolare riguardo a quelli che storicamente hanno rivestito al suo interno un ruolo apicale, come Ignazio Bonaccorsi u carateddu.

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L’esercizio commerciale “Redstore” era gestito da Michael Lazzara il quale, anche in orari notturni e quando l’esercizio commerciale era chiuso al pubblico, consentiva l’accesso di alcuni sodali all’interno dello stesso al fine di prelevare le dosi destinate allo smercio, alcune delle quali cedute anche dal balconcino dello stesso Redstore in favore di alcuni acquirenti.

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