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Cronaca Cappuccini / Via Gallo

Via Gallo, Sunia in piazza per rinviare lo sgombero degli inquilini: "Tavolo di confronto in settimana"

Sigle sindacali e comitati si sono dati appuntamento davanti la prefettura di Catania per manifestare il proprio dissenso alla proposta ricevuta dal Policlinico che richiede "canoni d'affitto e polizze fideiussorie troppe alte" ed evitare lo sfratto

"In pandemia pensate ai soldi, ma la casa è un diritto". Le parole sono impresse a caratteri cubitali sullo striscione del Sunia, il sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari. Con loro, davanti la prefettura di Catania, ci sono il sindacato di base Asia Usb e il comitato Reddito-Casa-Lavoro. La questione è sempre la stessa e riguarda l'emergenza abitativa. Il motivo che ha portato circa dieci persone, tra sindacalisti e inquilini, a organizzare una conferenza stampa in via Etnea, proprio davanti al palazzo della prefettura, è la complicata situazione di cinque famiglie: complessivamente circa 15 inquilini in condizioni di indigenza che abitano l'immobile all'incrocio tra via Gallo e via Sant'Elena, di proprietà dell'azienda sanitaria ospedaliera che nel 2019, tramite sentenza, ha ottenuto il riconoscimento del diritto di proprietà. E con esso, anche il diritto a chiedere il canone di affitto e gli arretrati decennali con gli interessi. 

Due anni di incontri e trattative culminate con la proposta del Sunia che prevedeva la corresponsione di un canone d'affitto non superiore a 500 euro al mese a famiglia e la rateizzazione ventennale e, in alcuni casi, venticiquennale delle somme richieste, a cui ha fatto seguito una controproposta dell'ospedale G. Rodolico San Marco che modificava, in aumento di circa 200 euro, il canone di locazione e richiedeva la corresponsione di arretrati e interessi con l'ulteriore pretesa per gli inquilini di stipulare una polizza fideiussoria pari a circa 70mila euro. La controproposta messa nero su bianco in una lettera inviata il 30 giugno, ha indignato inquilini e sigle sindacali. "È una storia lunga e complessa che prende avvio sin dagli anni Novanta - spiega la segretaria regionale del Sunia Giusi Milazzo - noi la seguiamo da un anno ma la proposta dell'azienda pare porre fine a qualsiasi speranza: quale banca sarebbe disposta a concedere una polizza fideiussoria a famiglie indigenti?". In una vicenda che, se non si riuscisse a trovare la quadra, si concluderà il 22 luglio con lo sgombero degli inquilini. "Stanno chiedendo circa mille euro al mese a famiglie indigenti - attacca Lara Torrisi del comitato Reddito-Casa-Lavoro -, con l'aggravante che l'azienda dispone di tanti immobili abbandonati in città di cui non si cura. Non vorrei che lo sgombero possa essere solo una questione di principio".

Per questi motivi il Sunia ha richiesto e ottenuto un incontro con la prefettura. "Siamo stati ricevuti dal capo di gabinetto - spiega Torrisi - entro questa settimana sapremo la data in cui si terrà un tavolo di confronto". L'obiettivo è ottenere il rinvio dello sfratto. "Ci auguriamo una mediazione da parte della prefettura che in questa vicenda ha assunto un ruolo centrale - sostiene -, il Policlinico invece si sta fossilizzando sulla nostra vicenda quando in realtà avrebbe altri immobili su cui concentrare le attenzioni: devo capire se è diventata una questione di principio che sarebbe una cosa ridicola, oppure se abbiano trovato locatari disposti a pagare canoni di affitto più alti". Nel frattempo si lavora a una mappatura degli immobili di proprietà del Policlinico. "Anche perché sono tanti e totalmente abbandonati - conclude in modo provocatorio Torrisi -, ma potrebbero tornare utili proprio per risolvere altri casi di emergenza abitativa oppure ancora per adibirli a consultori". 

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