Via Renato Imbriani, installato ripetitore di telefonia mobile: scatta la protesta

Raccolta firme in corso davanti ad un palazzo di via Renato Imbriani. L'installazione ​di una stazione ripetitrice per telefoni cellulari sul tetto del palazzo numero 253, ha creato preoccupazioni nella zona tra i residenti. E' il secondo caso dopo quello di San Giovanni Galermo

Raccolta firme in corso davanti ad un palazzo di via Renato Imbriani. L'installazione ​di una stazione ripetitrice per telefoni cellulari sul tetto del palazzo di via Renato Imbriani 253, ha creato preoccupazioni nella zona tra i residenti. E' il secondo caso in poco tempo, dopo la denuncia dei residenti in piazza Chiesa Madre a San Giovanni Galermo. Vetrine, negozi e portoni dei palazzi appartenenti alla municipalità Borgo Sanzio, sono stati tappezzati con messaggi di protesta contro l'installazione delle nuove antenne.

"E' veramente opportuno installare tali dispositivi in quel sito, dal momento che si trovano a ridosso di numerosi palazzi e le abitazioni più vicine distano solo una decina di metri?", si chiedono gli organizzatori della raccolta firme, che domani saranno presenti sul territorio e nei pressi di piazza Abramo Lincoln per effettuare l'ultimo giorno di raccolta.

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"La situazione sta generando notevoli preoccupazioni circa le probabili ripercussioni sulla salute per i residenti e i frequentatori della zona, tenuto anche in considerazione che nelle immediate vicinanze sono presenti due scuole, la G. Carducci e la G. Pizzigoni. In richiesta di chiarimenti è stata anche sollecitata l’amministrazione comunale", spiegano.

Il consigliere comunale Santi Bosco ha lanciato un appello immediato e diretto proprio all'amministrazione comunale, per far si che venga effettuato un "tempestivo intervento per la verifica della regolarità del traliccio"

Richiesta chiarimenti-2

Orazio Grasso, vicepresidente della terza municipalità, dichiara che sono state raccolte oltre 500 firme in due giorni e mezzo. "L'obiettivo è raggiungere le mille adesioni - spiega - per lanciare l'allarme e capire così in che modo le istituzioni preposte intendono tutelata la salute pubblica"

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