Viabilità centro storico: la parola ai commercianti

75 esercenti del centro storico presentano un documento sulla viabilità

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

I commercianti delle aree interessate al nuovo piano della viabilità cittadina  rendono noto di essersi costituiti in comitato per tutelare le proprie attività e per avviare un percorso di confronto rispetto a provvedimenti che, già in questi primi mesi, si sono dimostrati fortemente penalizzanti. In questo senso, alla presenza del vice presidente vicario del Consiglio Comunale Puccio La Rosa che sull’argomento ha depositato una dettagliata interrogazione all’amministrazione comunale, nel corso di una conferenza stampa in strada hanno presentato il seguente documento, inviato al Sindaco corredato dalle firme di 75 operatori del Centro Storico e di numerosi cittadini residenti:

75 titolari di attività commerciali, artigianali e di servizio, allocate nell’area del centro storico del Comune di Catania rappresentano quanto segue.
L’attuazione, a partire dal 3 settembre 2011, del “Piano di mobilità ed accessibilità del Centro Storico di Catania” ha inciso profondamente sulle dinamiche della mobilità e sulla vivibilità dell’intero centro storico.
Molte delle attività economiche dell’area interessata hanno subito un ingente calo delle vendite a causa dello sviamento dei flussi di accesso della clientela conseguente all’attuazione del Piano suddetto, con la conseguenza che diversi esercenti sono prossimi, addirittura, alla cessazione dell’attività.
Nonostante lo scopo asseritamente perseguito dall’Amministrazione sia quello di “meglio disciplinare la circolazione stradale nelle vie e piazze della città, per aumentare la vivibilità in città”, l’attuazione del Piano, così come congeniato, ha reso ancor più problematica la mobilità nel centro storico e la sua vivibilità.
In effetti, il Piano di mobilità adottato dall’Amministrazione comunale presenta numerose contraddizioni ed illogicità, come ad esempio: la modifica della distribuzione nell’area interessata degli stalli di sosta e l’istituzione di divieti di fermata che limitano fortemente l’accessibilità al centro storico, la modifica di numerosi sensi di marcia che, oltre a configgere con quelli delle vie limitrofe, comportano un allungamento dei percorsi per raggiungere diversi punti della zona, la realizzazione di corsie di marcia estremamente pericolose per la circolazione dei veicoli e dei pedoni, la modifica dei percorsi di numerose linee del trasporto pubblico urbano, con la loro concentrazione solo su alcune vie.
In aggiunta, il Piano di mobilità non tiene conto delle ataviche carenze strutturali del centro storico catanese. A tal proposito, basti pensare alla carenza di aree per la sosta, ai mezzi di trasporto pubblico extra urbano che attraversano la zona, ad una ZTL ancora non pienamente attuata, alle carenze delle linee di trasporto pubblico urbano e alla mancanza di mezzi elettrici, alla mancata elaborazione di un efficace sistema dei parcheggi scambiatori, e così via.
Il Piano di mobilità in questione è stato calato ex abrupto sulla realtà cittadina senza una preventiva programmazione generale e una valutazione collettiva delle esigenze della comunità territoriale.
L’attuazione del Piano di mobilità in questione, che costituisce un vero e proprio piano particolareggiato del traffico, non può essere considerata una misura a se stante, ma deve essere inserita nell’ambito delle strategie generali del Piano Generale del Traffico Urbano, ad oggi neppure adottato.
Il Piano di mobilità del Centro Storico, infatti, non può prescindere dall’adozione del presupposto strumento generale di pianificazione e dall’attuazione preventiva di una serie di interventi strutturali e di coordinamento che riguardano il trasporto pubblico, il trasporto privato, le aree pedonali e le ZTL, le aree di sosta e i parcheggi scambiatori, le misure concernenti l’ambiente e la sicurezza.
Al contrario, l’Amministrazione comunale ha preteso di seguire un percorso a ritroso, attuando un piano particolareggiato del traffico senza prima porre in essere gli indispensabili interventi prodromici, senza indicare le motivazioni che sostengono la scelta di adottare il Piano in questione, senza le relative verifiche in relazione al raggiungimento degli obiettivi del non ancora adottato PGTU, in carenza di una preventiva valutazione degli effetti dell’attuazione del piano sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale del territorio.
Tanto premesso, gli operatori economici del centro storico di Catania
INVITANO
il Comune di Catania, in persona del Sindaco pro tempore, Sen. Avv. Raffaele Stancanelli, ed il Direttore della Direzione Mobilità e Viabilità - U.T.U. - Mobility Manager del Comune di Catania, Ing. Giovanni Tomasello, ad annullare in autotutela, gli atti amministrativi con cui è stato attuato il “Piano di mobilità ed accessibilità del Centro Storico di Catania”, provvedendo ad avviare il corretto iter amministrativo finalizzato all’adozione del Piano Generale del Traffico Urbano, con il coinvolgimento del Consiglio comunale e della collettività, all’attuazione di tutti gli interventi strutturali in esso previsti e, solo successivamente, all’adozione dei vari strumenti di pianificazione particolareggiata ed esecutiva.
 

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