Viale San Teodoro, tra vedette e pusher: fermati due spacciatori

La sostanza stupefacente che è stata sequestrata conteneva un elevatissimo principio attivo, che ne stabiliva una tossicità superiore di oltre 5 volte alla singola dose media giornaliera

Vedette da un lato e pusher dall'altro, pronti ad esaudire la richiesta della clientela. Uno scenario non nuovo in quella che è considerata la principale piazza di spaccio catanese, il viale San Teodoro. Qui, lo scorso 17 gennaio, i poliziotti del commissariato di Librino sono intervenuti dopo aver individuato uno spacciatore che, avvisato dalle vedette della presenza delle forze dell'ordine, fuggiva all’interno del palazzo, nascondendosi in un non meglio identificato appartamento, sbarrando l’accesso agli operatori di polizia mediante la chiusura con un catenaccio della porta d’ingresso del palazzo.

I poliziotti, approfittando della disattenzione delle “vedette”, hanno raggiunto, dapprima, il palazzo in questione mediante l’autovettura di servizio, irrompendo nell’area di spaccio, ottenendo l’effetto desiderato, ovvero quello di fare entrare nel palazzo gli spacciatori.

Questi, rifugiati richiudendosi il portone alle spalle, con tanto di chiavistello, sono stati bloccati dai poliziotti pronti ad attenderli. Venivano così tratti in arresto, per il reato di spaccio di sostanza stupefacente in concorso, Agatino Maurizio Arena, trovato con ancora nelle mani un sacchetto in plastica contenente 73 stecche di marijuana, nonché la somma contante di oltre 250,00 euro, quale provento dell’attività fino a quel momento svolta, e Carlo Torrisi, quest’ultima persona notata in più occasioni a svolgere l’attività di vedetta, ovvero avvisare della presenza delle Forze dell’Ordine i “colleghi” mediante urla.

Ancora una volta l’analisi tossicologica della sostanza stupefacente confermava un elevatissimo principio attivo, che ne stabiliva una tossicità superiore di oltre 5 volte alla singola dose media giornaliera.

"Giudicati col rito direttissimo, Arena ha confessato le proprie responsabilità dichiarando di trarre da attività illecite i mezzi necessari al sostentamento suo e della sua famiglia e Torrisi ha precisato di versare in precarie condizioni economiche, circostanze che fanno comprendere come lo spaccio sia fonte di reddito per i due arrestati. I due sono stati posti agli arresti domiciliari", si legge nella nota della Questura.

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