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Viale Tirreno, rapinano madre e figlio in auto: tre arresti

I due malcapitati si sono visti costretti a fermarsi, bloccati da due soggetti in sella ad uno scooter che scesi rapidamente dal mezzo hanno aperto la portiera dell'auto per impossessarsi della borsa che la donna custodiva sul sedile posteriore

Nelle prime ore del mattino, i carabinieri di Nesima hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro catanesi, ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di una rapina consumata l’11 marzo scorso ai danni di una donna che insieme al figlio 25enne si trovava in auto a San Giovanni Galermo.

I due malcapitati si sono visti costretti a fermarsi, bloccati da due soggetti in sella ad uno scooter che scesi rapidamente dal mezzo hanno aperto la portiera dell’auto per impossessarsi della borsa che la donna custodiva sul sedile posteriore. La reazione della signora che è riuscita ad afferrare la borsa non ha fermato i malviventi che non hanno esitato a trascinare la donna fuori dall’abitacolo realizzando così il loro intento. Il figlio della vittima ha tentato a quel punto di bloccare i due delinquenti inseguendoli a piedi fino alla vicina via Capo Passero ove è stato però accerchiato da più soggetti che lo hanno picchiato violentemente con calci e pugni al volto e al corpo costringendolo alla fuga.

Madre e figlio, entrambi doloranti per le lesioni subite, si sono recati al pronto soccorso dell’ospedale Santa Venera ove i medici gli hanno riconosciuto rispettivamente 5 e 10 giorni di prognosi per i politraumi riportati. 

Un cittadino residente nei pressi del luogo ove era accaduto il pestaggio si è recato dai Carabinieri della Stazione Nesima (ancora ignari dell’accaduto) per consegnare la borsa della signora, completa del denaro e dei documenti di quest’ultima, dichiarando di averla trovata in terra vicino a casa.

Il cittadino era il padre dell’arrestato, il quale si è affannato a riportare la borsa in caserma verosimilmente temendo che il luogo dell’aggressione potesse ricondurre gli investigatori alla responsabilità del figlio.

Preoccupazione inutile, considerato che il 19 marzo successivo entrambi sono stati arrestati, il primo per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a P.U. e violazione agli obblighi della sorveglianza speciale cui era sottoposto, in quanto sorpreso a bordo della sua autovettura mentre trasportava 220 grammi di marijuana, il secondo poiché, sebbene anch’egli sorvegliato speciale, non ha esitato nell’occasione a scagliarsi contro i militari tentando di favorire la fuga del figlio.

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