Vigili del Fuoco, la denuncia: "Attrezzature e mezzi sporchi, nessuno li lava"

Nuove polemiche per le attrezzature in dotazione alle forze dell'ordine di Catania. Questa volta a 'gettare benzina sul fuoco' è il sindacato Usb dei vigili del fuoco che ha voluto mettere in risalto i problemi dei cosiddetti dispositivi di sicurezza

Nuove polemiche per le attrezzatura in dotazione alle forze dell'ordine di Catania. Questa volta a 'gettare benzina sul fuoco' è il sindacato Usb dei vigili del fuoco che ha voluto mettere in risalto i problemi dei cosiddetti dispositivi di sicurezza. "Non si tratta dell’autoscala guasta o le manichette colabrodo agganciate alle lance con il fil di ferro o della pianta organica spremuta o delle sedi di servizio che chiudono quotidianamente - scrive il sindacalista Carmelo Barbagallo - No, questa volta, si tratta di lavanderia e APVR (autoproduzione delle vie respiratorie)". 

"Tutti i dispositivi indossati dai Vigili del fuoco del comando etneo - continua - non vengono più lavati, causa mancato pagamento alla ditta appaltatrice! Si, no soldi, no party! Se anni addietro per un lavaggio errato, da parte della vecchia ditta preposta per il lavaggio, si sono rovinati, oggj, niente soldi e niente DPI! E adesso? Il materiale sporco di sangue? Contaminato da sostanze nocive? E quello dagli incendi boschivi? Niente! Parcheggiati in sacchetti a fare la muffa e i lavoratori, ancora una volta, in mutande! Ricordando che, i magazzini, sono totalmente vuoti".  

Barbagallo, coordinatore dell’Usb-VVF di Catania, spiega nei dettagli la problematica e le operazioni che l’amministrazione del suo comando ha messo in atto per risolvere questa incresciosa situazione: “Nei mesi scorsi, oltre alla segnalazione della problematica della lavanderia e dei mezzi che nessuno più vuole sistemare o pulire è nata un'altra problematica gravissima: 
Il laboratorio che si occupa degli autoprotettiri e maschere APVR non è più in grado di testare i dispositivi per guasto all'attrezzatura! Cioè, oltre a rischiare di indossare materiale non sanato a dovere, non si può avere sicurezza del suo totale funzionamento!".

"Il tutto - continua - sulla pelle dei soccorritori, quelli senza INAIL e riconoscimento della categoria usurante e malattie professionali! Ancora una tegola? Credo che più che altro si tratti di un macigno"." Siamo davvero stanchi di questo lassismo, sul soccorso si deve investire, sulla pelle dei lavoratori non si può risparmiare! Dunque, niente lavanderia, sicurezza, quasi ridotta a zero! Non per ultimo, settembre, sarà un mese nero per il comando etneo".

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Ma, come se non bastasse, un altro intoppo mina la piena funzionalità del servizio. "La mobilità nazionale, che dovrebbe essere una spinta propulsiva insieme ai passaggi di qualifica (da vigile a capo squadra) - argomenta Barbagallo - vedrà abbassare l'organico di altre 25 unità! Praticamente un collasso totale!". “Come sempre - attacca in fine - la nostra amministrazione va al risparmio e, prima o poi, qualcuno che subirà le conseguenze ci sarà. In questo caso, anzi, come sempre, stiamo parlando dei lavoratori".
 

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