Villaggio Sant’Agata, arrestati fratelli spacciatori recidivi

Personale del commissariato Librino ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare presso il carcere di Ragusa nei confronti dei fratelli Poidomani Fabio 23enne e Mario 26enne

Nella giornata di ieri, a seguito di attività investigativa e su disposizione dell'Autorità giudiziaria, personale del commissariato Librino ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare presso il carcere di Ragusa nei confronti dei fratelli Poidomani Fabio 23enne e Mario 26enne, soggetti già noti alla polizia in quanto annoverano precedenti penali in materia di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in ultimo arrestati il 22 maggio scorso poiché, in concorso con altri soggetti, sono stati trovati in possesso di 61 dosi di cocaina e, nella circostanza, utilizzavano anche un cane come “guardiano” della droga occultata nei pressi della cuccia riposta sulla pubblica via.

Le indagini traggono origine nel periodo legato all'emergenza Covid-19; infatti, in detto lasso di tempo, i poliziotti hanno accertato, mediante l’acquisizione delle previste autocertificazioni volte a contenere il rischio da contagio Covid-19, che molte persone uscivano dalla propria abitazione, circostanza all’epoca dei fatti vietata senza giustificato motivo, per recarsi presso l'abitazione dei fratelli (quartiere Villaggio Sant’Agata) al fine di acquistare droghe pesanti (crack e cocaina) e leggere (marijuana); ulteriori indagini, durate diversi mesi e che si sono tradotte in attività di osservazione e perquisizioni domiciliari, hanno consentito di notare la presenza di numerosi tossici che si recavano (a tutte le ore del giorno e della notte) in detti luoghi. Sequestrata la sostanza stupefacente, è stata ritirata la patente di guida in quanto ritenuti tossicodipendenti e hanno ammesso di averla acquistata dai due fratelli. Non solo, nelle molteplici perquisizioni effettuate, sono stati trovati soldi, materiale per confezionamento, sostanza stupefacente ma tutto ciò non ha frenato l'attività di spaccio.

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Non solo, a seguito dell'arresto, i fratelli sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari e, ciò nonostante, hanno continuato tranquillamente a spacciare da casa, anche per tale motivo, ieri sono stati condotti in carcere con l'accusa del reato, continuato e in concorso, di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico droghe pesanti e leggere. Inoltre, durante le operazioni di polizia, è stato sorpreso un uomo sotto la loro abitazione, già noto in quanto in passato gli è stato contestato l’uso personale di droga, il quale ha attestato falsamente che si trovava in quel posto "poiché aveva consumato un rapporto sessuale in macchina con una sconosciuta". A lui é stata elevata anche una sanzione amministrativa prevista dal codice della strada per guida senza cintura di sicurezza ed é andato in escandescenza offendendo i poliziotti in quanto non voleva essere coinvolto in detta vicenda e ancor di più perché non ha gradito la decurtazione dei punti dalla patente. Per tale motivo l'uomo é stato indagato in stato di libertà per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Infine, è stata accertata la presenza del cane dei fratelli, usato in passato per favorire l'attività di spaccio (di fatto, ritenuto guardiano della sostanza), ancora una volta tenuto in una cuccia di piccole dimensioni (circa 2 metri) con residui di acqua putrida che, tra l'altro, occupava in via permanente la pubblica via della Capinera limitandone l'accesso ai residenti e non; per tale motivo, i fratelli sono stati indagati anche per il reato di invasione di terreni pubblici e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura tali da creargli gravi sofferenze. Infine, nella strada pubblica,  vi avevano riposto, oltre la  cuccia con all’interno il cane, materiale vario, nello specifico una sedia, una piantana per ombrelloni e un barbecue che lasciavano sulla pubblica via come se fosse di loro proprietà.

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