Minorenne violentato in ospedale, carabinieri: "Lo baciava e lo toccava nelle parti intime"

Nel mese di agosto 2017, il ragazzo si trovava ricoverato presso il reparto di Chirurgia dell’ospedale “SS. Salvatore” di Paternò, dopo essere stato sottoposto ad intervento. L'infermiere ha approfittato della situazione di malessere post-operatoria

Una violenza sessuale su un minorenne, abusato durante le fasi post operatorie di un intervento chirurgico, da un operatore sanitario 41enne che, secondo i carabinieri, lo avrebbe "baciato nelle parti intime". Quello che viene fuori dal racconto dell'arresto del "presunto infermiere" - così come lo definiscono le forze dell'ordine - del Santissimo Salvatore di Paternò, è un quadro preoccupante, sia da un punto di vista umano che da quello, molto più importante, delle istituzioni sanitarie. Dalle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Catania e dagli uomini dell'Arma, oltre al reato di violenza sessuale, i magistrati inquirenti hanno contestato anche quello di sostituzione di persona aggravata.

I dettagli dell'indagine

Le manette per l'uomo sono scattate lo scorso 2 ottobre, al termine di un'indagine nata dalle dichiarazioni dei genitori di un 16enne, nei confronti dell’operatore sanitario. Nel mese di agosto 2017, il ragazzo si trovava ricoverato presso il reparto di Chirurgia dell’ospedale “SS. Salvatore” di Paternò, dopo essere stato sottoposto ad intervento.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti il presunto infermiere, approfittando della situazione di malessere post-operatoria del giovane, si sarebbe introdotto più volte nella stanza e con la scusa di effettuare un massaggio, l'avrebbe accompagnato nel bagno dove sarebbe riuscito a baciare le parti intime del ragazzo. I fatti si sarebbero verificati nonostante la presenza nella camera di un altro paziente, che sentito dai carabinieri, ha confermato di fatto il quadro accusatorio.

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La decisione del giudice per le indagini preliminari

Tenuto conto della estrema gravità dei fatti, ripetuti più volte in un brevissimo lasso di tempo, il Gip del Tribunale di Catania ha ritenuto concreto il pericolo di reiterazione di reati della stessa specie, commessi peraltro sotto un impulso che l’indagato non era in grado di controllare. Per tali ragioni è stata disposta la custodia cautelare nel carcere di Catania Piazza Lanza.

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