Sputi in faccia, scippi e insulti: le violenze delle baby gang al centro di Catania

Il copione è sempre lo stesso: alcuni ragazzini di circa 9 o 10 anni iniziano ad insultare o prendere a calci ragazzi sulla ventina che, dopo aver risposto in malo modo, vengono poi accerchiati dai "fratelli" più grandi

Tra le mode sempreverdi della città di Catania, una delle più resilienti è quella delle mini-risse in centro. Un tempo in piazza Teatro Massimo, cuore della cosiddetta "movida" etnea, dove gruppi di giovanissimi facevano "il fermo" ai coetanei, derubandoli del telefono cellulare o dei pochi soldi che portavano addosso, oggi invece in piazza Stesicoro e piazza Alcalà. Come raccontano diverse persone, vittime di insulti e violenze, il copione è sempre lo stesso: alcuni ragazzini di circa 9 o 10 anni iniziano ad insultare o prendere a calci ragazzi sulla ventina che, dopo aver risposto in malo modo, vengono poi accerchiati dai "fratelli" più grandi. Che provano a picchiarli o derubarli. Stando alle testimonianze di alcuni ragazzi che, in questi giorni, sono stati minacciati, l'intera area che va dal Corso Sicilia fino alla statua di Vincenzo Bellini sarebbe la nuova base per questo tipo di aggressione da parte delle stesse persone.

Calci e spintoni, la prima testimonianza

"Io e un gruppo di amici stavamo festeggiando il compleanno di un'amica quando di bonu e bonu veniamo accerchiati da un gruppo di ragazzini di età dagli 8 ai 16 circa - racconta un ragazzo a CataniaToday - Il più piccolo di loro inizia a dare qualche calcio a uno dei ragazzi della mia comitiva che istintivamente si gira per capire cosa stesse accadendo". "Il ragazzino continua a infastidire il mio amico e decidiamo di allontanarci senza reagire per ovvi motivi - continua il testimone - Altri però, non riescono ad allontanarsi subito e restano accerchiati dalla baby gang. Dopo discussioni, spintoni e schiaffi decidono di smettere perché 'lassa stari su cche fimmini'. Infine ci dirigiamo verso via Etnea alla ricerca di una volante di polizia per segnalare l'accaduto". "Non ci sono molte parole per commentare l'accaduto - conclude - passare una serata tranquilla in centro, in gruppo, in luoghi super frequentati sembra ormai un ricordo passato. Un vero peccato per la città di Catania che in questo modo acquista sempre più un'immagine negativa e allontana i turisti". 

"Mi hanno messo le mani in faccia", l'aggressione in piazza Alcalà

"In piazza Alcalà, dove vanno tutti gli autobus esattamente, c'è veramente una delinquenza incredibile - racconta un altro giovane a CataniaToday - L'altro giorno, ero là con un mio amico che aspettavamo un autobus, quando, improvvisamente, due ragazzi di 13 anni massimo, cominciano a mettermi le mani in faccia. A quel punto li offendo e dico di smetterla". "Loro hanno cominciato a dirmene di tutti i colori in siciliano - continua il racconto - frasi volgari e anche minacce dicendomi 'Siete più grandi, è normale che vincete voi, vediamoci al centro sabato che vi facciamo il culo' e altro. Quando siamo saliti sul bus, io e il mio amico, questi hanno cominciato a fare brutti gesti da fuori. Non è la prima volta che capita, anche ieri, sono sceso in piazza Alcalà con l'autobus e un signore mi offende dicendomi qualcosa che nemmeno ho capito. Anche ad un mio amico era capitata una situazione simile qualche tempo fa, sempre là".

L'amara considerazione, infine, è sempre la stessa. "Ora dico io, vedo sempre volanti della polizia che girano sia in piazza Stesicoro che in piazza Alcalà, ma cosa fanno? E se al posto mio e del mio amico ci fosse stato un bambino di 10 anni? Di certo quei delinquenti lo avrebbero bullizzato. E tutti fanno finta di niente nonostante lo schifo di quella zona".

Sputi in faccia in piazza Stesicoro 

"In queste sere nella zona del centro (Via Etnea, Stesicoro, San Berillo) era invasa di baby gang che cercavano discussioni e sputavano in faccia ai ragazzi - conclude infine un terzo testimone - Ho visto vetture di polizia municipale e carabinieri che si dirigevano con grande velocità nelle zone con più gente...ora mi chiedo 'A unni semu nda Favelas?'". 

La risposta della Questura

Come spiega la polizia di Stato a CataniaToday, casi come questi sono già stati segnalati da diverse persone e sono stati attivati servizi di controllo specifici nelle aree interessate. Grazie alla descrizione fatta dalla vittime e dai profili Facebook, ad esempio, la questura nel 2015 è riuscita a risalire agli autori di un'aggressione all'interno della villa Bellini. In quel caso vennero arrestati un 16enne, M. S., un 17enne, S. M. J. I. e un terzo minorenne venne denunciato alla procura dei minori. Attualmente, chiarisce infine la Questura, gli agenti sono impegnati in un'attività di pattugliamento e controllo del territorio, soprattutto nel weekend, per evitare il verificarsi di episodi del genere e, eventualmente, identificare i colpevoli. 

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