Clochard dorme su scale del Vittorio, pazienti e medici: "Problema quotidiano"

La foto di un senza tetto che dorme sulle scale dell'ospedale di via Plebiscito accende un faro su un problema ormai endemico. I pazienti hanno paura delle possibili reazioni di persone spesso ubriache, e il direttore generale del presidio parla di una "piaga interna alla città"

Un clochard dorme disteso in modo scomposto sulla scalinata monumentale dell'ex pertinenza dei frati benedettini, oggi giardino interno dell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania. Il tratto è una zona di collegamento tra la parte superiore del presidio sanitario, dove sono ospitati i locali del Pronto soccorso e il parcheggio delle autoambulanze, e il polmone verde interno sul quale si affacciano le storiche cliniche, i reparti più antichi, e altri uffici. A denunciare il fatto è un parente di un paziente che in questi giorni è ricoverato nella struttura di via Plebiscito: "E' una situazione di vero e proprio degrado che non si limita solo a quel punto - spiega a CataniaToday - Su nelle sale di attesa degli ambulatori, la notte, tra le sedie, vengono a dormire queste persone disagiate. Sono spesso ubriachi e le persone che assistono i propri familiari hanno paura anche ad uscire dai reparti". 

Ma c'è di più, secondo il testimone i senza tetto utilizzerebbero i bagni dell'ospedale per "lavarsi e cambiarsi". Secondo alcuni dipendenti del Vittorio, quella della presenza di queste persone è una problematica che viene tollerata da anni. "Da sempre ci sono alcuni clochard ormai conosciuti che vengono aiutati con qualche pasto della mensa e qualche coperta - racconta un medico - Certamente dovrebbero poter stare in strutture idonee e non nel giardino, non tanto per una questione di decoro, ma per la loro sicurezza e la salvaguardia del loro stato di salute". Proprio in quel punto, aggiunge il professionista, "ogni giorno le persone della zona vengono a far passeggiare i propri cani, non curandosi però di raccogliere gli escrementi". L'area in questione ricade, come tutto il perimetro del presidio sanitario, sotto il controllo della ditta di sicurezza privata che opera all'interno finita al centro delle polemiche dopo gli accessi incontrollati al Pronto soccorso e i pestaggi dei medici

"Abbiamo una corrispondenza con il Comune da oltre dieci anni, ma non riusciamo a risolvere il problema e diventa una sorta di piaga interna alla città - racconta il direttore generale del Policlinico Vittorio Emanuele Paolo Cantaro a CataniaToday - Proprio pochi giorni fa abbiamo raccolto un barbone sulle panchine antistanti in preda a una crisi epilettica jacksoniana, l'abbiamo curato e lavato, portandolo dentro l'ospedale, ma era ubriaco e ha dato in escandescenza aggredendo il nostro personale. E' una persona che torna spesso ed ha una patologia neurologica,quindi quando sta male, lo sente, si presenta vicino al nostro ospedale e aspetta che intervengano i nostri dipendenti. Tuttavia questo è un lavoro che in una città che ha ambizione di essere civile dovrebbe fare il Comune. Noi, dal canto nostro - conclude il manager - Quando possiamo quelli all'interno li allontaniamo e poi rientrano. I nostri assistenti sociali sono in contatto con quelli del Comune, non è un attività che compete a noi, ma ce ne facciamo carico più di altri, soprattutto in un territorio popoloso e popolare come quello di via Plebiscito". 

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