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Voto di maturità come criterio d'accesso all'ateneo, il dissenso degli universitari

Le associazioni Siamo Futuro e Sbam Catania in piazza per ribadire la propria contrarietà. Sono state diverse le sigle studentesche che hanno contestato la scelta dell'università etnea

Durante l’ultima seduta del senato accademico e del cda, l’Università degli studi di Catania ha deliberato come criterio di ammissione agli studi per l’anno accademico 2021/2022 il voto di maturità eliminando i test di ingresso per i corsi a numero programmatico locale e dimostrando continuità con la decisione dell’anno precedente. Da qualche giorno, infatti, sono sorti i malcontenti degli studenti rispetto a questa decisione, considerata “inadeguata” e "lesiva del diritto allo studio". Diverse le sigle che si sono opposte alla decisione manifestando il proprio dissenso.

“Noi, come l’anno precedente, ci siamo opposti fermamente - dichiara Federico Scalisi, segretario giovanile della confederazione studentesca Sìamo Futuro Catania -. Il diritto allo studio è a nostro avviso inalienabile e questa decisione non può essere giustificabile, nonostante il periodo di comprensibili difficoltà che l’amministrazione universitaria sta attraversando. Probabilmente, attraverso il dialogo con tutte le associazioni studentesche, avremmo potuto evitare di adottare una decisione già dimostratasi fallimentare l’anno scorso. È per questo - conclude Scalisi - che domani pomeriggio, insieme anche a studenti che dovranno affrontare quest’anno l’esame di Stato, nel nome della meritocrazia e del diritto allo studio, saremo in piazza Università, dalle ore 15, difronte al Rettorato per interpellare l’amministrazione e dare voce agli interessi della comunità accademica.” 
 

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