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Voto di scambio, richieste della procura: un anno e due mesi a Lombardo, 10 mesi al figlio

Si è tenuta ieri mattina, nella sede dell'ex pretura di Via Crispi di Catania, l'udienza del processo che vede imputati l'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e il figlio, l'onorevole Toti Lombardo, del reato di voto di scambio, difesi dall'avvocato Salvo Pace

Si è tenuta ieri mattina, nella sede dell'ex pretura di Via Crispi di Catania, l'udienza del processo che vede imputati l'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e il figlio, l'onorevole Toti Lombardo, del reato di voto di scambio, difesi dall'avvocato Salvo Pace. Per l'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo l'accusa ha richiesto la pena di un anno e due mesi, con cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e per Toti Lombardo la pena di 10 mesi e sette anni di interdizione dai pubblici uffici.

I pm Lina Trovato e Rocco Liguori hanno condotto la loro requisitoria dinanzi al giudice Laura Benanti. La pubblica accusa ha ripercorso le tappe dell'inchiesta ed enunciato il teorema accusatorio che proverebbe il voto di scambio. Gli altri imputati nel processo sono Ernesto Privitera, Angelo Marino e Giuseppe Giuffrida. La prossima udienza, per il completamento degli interventi difensivi, è prevista per il 15 ottobre alle ore 11,30 mentre per le repliche e la sentenza si dovrà attendere il prossimo 29 ottobre alle ore 16.

LA REPLICA. L'ex presidente della Regione ha scritto nel suo blog personale dopo le richieste di condanna avanzate dalla Procura. Questo il testo integrale:

"La requisitoria dei pm nel processo che mi vede coinvolto per voto di scambio si è conclusa con la richiesta di un anno e due mesi. Si sta per concludere processo in uno dei pochi casi in cui voto di scambio non c’è. Non ci sono dubbi che vi sia da altre parti, in Italia e in Sicilia. Basta cercarlo nei servizi televisivi e nella miriade di trasmigrazioni avvenute: alcune possono essere per nobili ragioni ideali, ma una percentuale rilevante è motivata da assunzioni di parenti e amici e da potenziamenti, per così dire, dei conti in banca. Le trasmigrazioni sono ancora una infinità e il mio movimento lo denunciò in tempi non sospetti. Nel febbraio del 2013 il segretario del mio partito, Piscitello, ha denunciato con un esposto i passaggi effettuati con nomi e cognomi. Adesso anche i grillini l’hanno fatto dopo le parole in aula di un deputato regionale. Quindi nel mio caso io sono una vittima del voto di scambio. Non ho condizionato la libera volontà di nessuno. Ernesto Privitera lo conosco da sempre: suo padre sosteneva mio padre. E’ possibile che abbia blaterato a destra e a manca ma era già consigliere di quartiere Mpa e ha sempre sostenuto il mio movimento. Non avevo alcunché da scambiare. durante il processo sono intervenuto con delle dichiarazioni spontanee. Ho letto al giudice un sms ricevuto alle 12,43 da parte di una signora di Caltagirone che mi chiedeva aiuto per delle difficoltà economiche.

Già in passato ne avevo ricevuti altri. A questa persona ho dato una mano sia finanziariamente sia procurando un lavoro precario e le darò sempre una mano. Ma ho chiesto al giudice di immaginare se questa signora si fosse candidata e se l’avessero intercettata. Sicuramente avrebbe parlato di me, del favore che le ho fatto e di voti e di preferenze. E probabilmente mi sarei trovato coinvolto in un processo per voto di scambio.

Ho dato una mano a chiunque ne avesse di bisogno: sia del mio partito sia di altri. Ma nessuno può dire che io abbia aiutato qualcuno, nella legittimità del caso, con una contropartita. E’ stato detto che nelle intercettazioni non si parlava mai di politica. Io in quel periodo mi occupavo della Regione, del famoso intervento a gamba tesa del governo Monti sulla Sicilia e nel mio mandato politico amministrativo mi sono occupato dei problemi del personale del Comune, dell’Amt con l’acquisto dei mezzi e la nuova sede, dei lavori per la nuova autorimessa. Ho fatto finanziare l’asse attrezzato e, come per tante altre cose, mi sono fatto portavoce di tante altre battaglie ad esempio portando diecimila persona a Messina per il ponte sullo stretto.

Non mi occupavo di certo di assunzioni o di questioni di piccolo cabotaggio. Anzi vorrei ricordare che ho bloccato le assunzioni alla Regione con la legge 25 del dicembre del 2008 e ho personalmente voluto quella norma per limitare il personale. Mi auguro che ci sia un giudice coraggioso: non c’è una virgola che faccia pensare allo scambio o al fatto che io abbia potuto far parte di un ricatto elettorale. So che ci vorrà coraggio ad assolvermi perché è stato creato il mostro Lombardo: c’è stato un bombardamento mediatico senza precedenti ma mi auguro che questo giudice possa far emergere la verità".

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