Cronaca

Una donna fermata per la morte di Ylenia ma si indaga su altre persone coinvolte

Gli accertamenti e l'attività investigativa, condotti dalla squadra mobile e coordinati dalla Procura etnea, cercano di far luce su varie persone coinvolte nel litigio in modo da ricostruire i momenti antecedenti all'aggressione della giovane Ylenia Bonavera, morta poi al Garibaldi

Non voleva che Ylenia Bonavera facesse abuso di crack. Sarebbe questo quanto confessato da una donna che si è presentata alla squadra mobile insieme al suo legale, spiegando di aver ferito la sua amica con un coltello da cucina per evitare che continuasse a drogarsi. Dalla Questura, però, precisano che la squadra mobile ha raccolto varie testimonianze di persone presenti durante il litigio, poi sfociato in aggressione, avvenuto tra le vie delle Salette e della Concordia a Catania. Gli accertamenti e l'attività investigativa, condotti dalla mobile e coordinati dalla Procura etnea, cercano infatti di far luce su varie persone coinvolte nel litigio in modo da ricostruire i momenti antecedenti all'aggressione, ripresa anche dai passanti con un video divenuto virale su whatsapp e Instagram. Oggi, alle ore 15, si procederà alla perizia sul cadavere di Ylenia Bonavera per capire se la ferita riportata dalla donna è stata determinante o concausa della morte. Gli investigatori, infatti, in un primo momento avevano escluso la coltellata come causa della morte, propendendo per una overdose di droga mischiata con alcol, come evidenziato da una prima ispezione cadaverica. Stando a quanto accertato dalla polizia, infatti, la ragazza sarebbe arrivata in condizioni già gravi in ospedale.

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