Zia Lisa, enorme baraccopoli dietro il cimitero: nessuno interviene

Vivono famiglie. Centinaia di persone tra bambini, uomini e donne, all'interno di una discarica abusiva. Il presidente della X municipalità, Nunzio Russo, chiede un intervento immediato: situazione ormai intollerabile

Chiamate comunemente “favelas”. Roba da terzo mondo. Eppure le troviamo nel quartiere di Zia Lisa - lungo via Madonna del Divino Amore - dove è presente uno degli scenari più assurdi della città di Catania. Dietro il cimitero, si nasconde un campo nomadi immenso: qui vivono quotidianamente famiglie. Centinaia di persone tra bambini, uomini e donne.

Non sono bestie, ma la vita che conducono li rende tali. Totalmente emarginati dal resto della città, convivono, da tantissimo tempo, tra topi e spazzatura. Montagne e montagne di rifiuti sovrastano le loro abitazioni, costruite in legno e con materiale di fortuna all’interno di una vera e propria discarica abusiva. Le condizioni igienico-sanitarie sono precarie e l’incolumità, specialmente dei bambini, viene continuamente messa a repentaglio.

A differenza della baraccopoli di Corso dei Martiri, finita al centro dell’attenzione mediatica con la visita di Striscia la Notizia, questa rimane nel dimenticatoio. Siamo nella periferia sud di Catania, non in pieno centro, ma il problema resta comunque uguale. Quella dei campi rom, è una questione che impone due interrogativi: uno umano, l’altro amministrativo.

Il presidente della X municipalità (S.G. La Rena-Zia Lisa), Nunzio Russo, chiede un intervento immediato per risolvere una situazione diventata ormai intollerabile: “Il sindaco Stancanelli e chi di dovere - interviene Russo-devono riuscire a trovare una giusta collocazione per i nomadi presenti all’interno del campo rom adiacente al cimitero di Zia Lisa”

“Non è giusto – continua Russo – che delle persone debbano vivere in questo stato. Occorre subito una soluzione”

Soluzione che si attende da tanto, troppo tempo. A differenza del campo nomadi di Fontanarossa, sgomberato poco tempo fa, quello di Zia Lisa resta una questione irrisolta. “L’assessore Pennisi – conclude Russo – in passato aveva assicurato di risolvere il problema, ma fino ad oggi lo scenario non è cambiato. Da ben otto anni si attende qualcosa, con l’ipotesi di creare un’area nei pressi della zona industriale e accogliere queste persone”.

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