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Zona industriale, tentato "saccheggio" alla Coesi con autocarro e gru

Tre delinquenti hanno cercato di appropriarsi di materiale ferroso e di vari strumenti utilizzati per la lavorazione edile, custoditi all'interno della ditta. Avevano costretto il custode a consegnare le chiavi dell'ingresso, in modo da poter lavorare comodamente

Lo scorso sabato, una segnalazione giunta al 112 ha fatto scattare l'intervento dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale e della Stazione Playa. Tre delinquenti hanno cercato di appropriarsi di materiale ferroso e di vari strumenti utilizzati  per la lavorazione edile, custoditi all’interno della ditta Coesi, in via Maserati (Zona Industriale - blocco Palma 1).

Il modus operandi adoperato per commettere il furto non è apparso sicuramente improvvisato, anzi i soggetti individuati sono giunti muniti di autocarro con gru, di utensili per la lavorazione di metalli, di bombole di gas e cannello a punta: tutto ciò che può servire per lavorare, asportare e trasportare “ferro”.

I militari operanti, con un intervento tempestivo coordinato dalla Centrale Operativa, sono riusciti subito a bloccare i tre colpevoli e recuperare tutta la refurtiva, accompagnando i predetti successivamente in caserma e procedendo al loro deferimento per il tentato furto aggravato in concorso.

I carabinieri, insospettiti da quanto accaduto e dalla facilità con la quale i malfattori stavano operando indisturbati all’interno della suddetta azienda, hanno deciso di convocare immediatamente l’addetto alla vigilanza esterna della struttura.

Le dichiarazioni rese da quest’ultimo hanno permesso di addivenire ad importanti risvolti in ordine alle responsabilità penali a carico dei fermati, protagonisti il 12 settembre di violente minacce proprio nei confronti del custode costretto a consegnare in quella circostanza le chiavi dell’ingresso della Coesi, in modo da poter lavorare comodamente e senza sosta all’interno dell’area fino alla data odierna in cui è stata interrotta la loro condotta delittuosa.

Al termine dell’attività investigativa, i tre pluripregiudicati sono stati accusati del grave reato di estorsione e, su disposizione del Magistrato di turno della locale Procura, sono stati accompagnati al carcere di Piazza Lanza in attesa di essere sottoposti a interrogatorio di garanzia.

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