Domenica, 24 Ottobre 2021
Cucina

La birra "Ciaurùsa" vince il "Luppolo d'oro" al Best Italian Beer 2019

È la "Ciaurùsa" dei Fratelli Birrafondai, creazione della prima e al momento unica mastra birraia di Sicilia, la catanese Santa Di Caro, la birra vincitrice del Luppolo d'Oro nella categoria Belgian White, alla quinta edizione del Best Italian Beer 2019

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Il prestigioso premio del settore brassicolo nazionale è organizzato da FederBirra e guarda alle migliori produzioni di birra artigianale italiana. Il concorso ha stilato una classifica delle tre migliori birre per ogni categoria: Luppolo d’Oro, Luppolo d’Argento, Luppolo di Bronzo. La Satra è il timo selvatico siciliano dai fiori lilla che caratterizza "Ciaurùsa", birra dal colore biondo con riflessi ocra; il grano e il farro dell'Isola sono le materie prime sulle quali, ogni giorno, si ripete il piccolo miracolo. In particolare, i grani siciliani antichi usati sono il Tangarò, o Russello, e il Perciasacchi, o Farro Lungo Siciliano. Il gusto finale è dunque caratteristico del timo selvatico con sentori di crosta di pane e una persistenza finale amara di agrume.

A descriverla così, questa blanche belga dei "Fratelli Birrafondai", sembra quasi un distillato da profumeria, ma il paragone non è per nulla azzardato visto che Santa Di Caro, prima e al momento unica mastra birraia donna di Sicilia, quando crea si ispira ai profumi mediterranei: erbe aromatiche, ma anche agrumi, fave di cioccolato, che abbinati ai grani antichi fanno la differenza nei sapori. Il risultato sono birre dal sapore elegante e dalla forte personalità. Santa Di Caro è una farmacista che dal 2012 produce birra artigianale. Ha iniziato con l'auto produzione per pura passione e ha poi coinvolto il fratello Rosario. I "Fratelli Birrafondai" sono proprio loro e dal 2015 il micro birrificio di Misterbianco, in provincia di Catania, produce incessantemente e in misura sempre crescente bottiglie non solo di Ciaurusa ma anche di Belladonna, Calura, Dusa, Xiara e la nuovissima Lupa. "È il territorio che ispira la nostra produzione. Quando creo una birra tutto parte da un profumo della terra e dai miei ricordi d'infanzia legati soprattutto alla campagna. - spiega Santa Di Caro- Se per formazione sono una professionista esperta del farmaco e dunque una operatrice in favore della salute, nel mio tempo libero applico il mio intuito chimico in favore del gusto. È un percorso di aggiustamenti, odori, pazienza e lavoro costante". Il fratello, Rosario Di Caro, è un profondo conoscitore del settore e soprattutto un appassionato di quella rivoluzione culturale e del gusto che ha caratterizzato le birre artigianali negli ultimi venti anni in tutto il mondo. Insieme, i due fratelli hanno scommesso tempo e risorse su un'attività che si rivela in costante crescita.

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