3Sun, al via la produzione di nuovi pannelli bifacciali

Dopo una prima serie di finanziamenti pubblici per la realizzazione della più grande fabbrica d’Europa di pannelli fotovoltaici a film sottile, la 3Sun si appresta dunque alla conversione per la produzione di nuovi pannelli

I lavoratori, le Rsu e i sindacati della 3Sun di Catania, accolgono positivamente la notizia della imminente produzione di pannelli bifacciali a tecnologia eterogiunzione grazie ai 40 milioni di euro di finanziamenti pubblici che si sommano all’investimento di Enel Green Power ma hanno chiesto un incontro con l’azienda da organizzarsi già al rientro delle festività natalizie.

Dopo una prima serie di finanziamenti pubblici (48 milioni di euro) per la realizzazione della più grande fabbrica d’Europa di pannelli fotovoltaici a film sottile, la 3Sun, nata dalla jointventure tra Stm, Sharp e Egpe dall’aprile 2015 completamente di proprietà di Enel Green power, si appresta dunque alla conversione per la produzione di nuovi pannelli. È stato anche avviato uno studio preliminare sul futuro dell’azienda.

“Poiché all’interno del gruppo Enel/Egp la 3Sun rimane l’unico esempio di realtà manifatturiera industriale, abbiamo chiesto alle segreterie nazionali dei metalmeccanici di riunire le segreterie territoriali di Fiom Cgil e Fim Cisl unitamente alla Rsu oltre le segreterie provinciali e nazionali dei chimici. – si legge nella nota Fiom e Fim di Catania- C’è nervosismo e una diffusa preoccupazione tra i lavoratori, visto che negli ultimi anni il management 3Sun è rimasto insensibile ai tentativi di sanare la discrepanza tra il livello contrattuale attualmente riconosciuto e quello che rispetterebbe le effettive mansioni svolte. È ovviamente necessario tener conto delle elevatissime professionalità acquisite in questi anni, confermate dal fatto che dismessa la joint-venture con Sharp ed STMicroelectronics, i lavoratori di 3Sun si sono occupati autonomamente della fabbrica. Per questo chiediamo che aziende e sindacati, insieme, si confrontino nel corso di incontri congiunti e costruttivi, coinvolgendo sia i livelli nazionale che territoriali. Bisogna affrontare le molteplici problematiche che un’ operazione così delicata rischia di produrre, in vista della ventilata data dell’integrazione di marzo 2018”.

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