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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Economia

Arancia Rossa di Sicilia, Diana: "Sulla riforma europea delle IG dobbiamo giocare una partita all’attacco"

La riforma europea delle indicazioni geografiche tipiche è alle porte, si tratta di un progetto che riclassificherà 3.400 prodotti di qualità con un fatturato di 75 miliardi. Il presidente del Consorzio Gerardo Diana: "Dobbiamo essere presenti per ottenere risultati concreti"

Si è tenuto ieri, mercoledì, al Palazzo Biscari di Catania il workshop, “La riforma europea del sistema delle indicazioni geografiche: rafforzare il ruolo dei consorzi come motore dello sviluppo e della sostenibilità dei territori”, organizzato dal Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia Igp. La riforma europea delle indicazioni geografiche tipiche è alle porte, si tratta di un progetto che riclassificherà 3.400 prodotti di qualità con un fatturato di 75 miliardi. Per discutere di un provvedimento decisivo per l’agricoltura del futuro, il Consorzio di tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP ha invitato a Catania i maggiori esperti del settore.

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“Questa riforma andrà a riclassificare migliaia di prodotti tra Dop e Igp per un valore di 17 miliardi per quelli italiani – dice il presidente del Consorzio Gerardo Diana – e dobbiamo giocare una partita all’attacco: dobbiamo essere presenti per ottenere risultati concreti. Noi faremo sentire forte la nostra voce e come Consorzio abbiamo il compito e l'obbligo di non lasciare niente di intentato affinché un paio di punti proposti per valorizzare il ruolo dei consorzi come forza di sviluppo dei territori, possano far parte di questa riforma”.

“Serve fare sistema e lavorare insieme. Per questo abbiamo voluto tenere il workshop proprio a Catania che è la Capitale dell’Arancia Rossa di Sicilia e abbiamo un legame fortissimo con tutte le province che guardano l’Etna come Enna, Siracusa e Catania. Stiamo lavorando con la grande distribuzione e in questo anno e mezzo abbiamo instaurato un rapporto di rispetto reciproco. Il mercato estero è il nostro riferimento e dobbiamo conquistare posizioni su tutti i mercati per far sì che il mondo possa conoscere il nostro prodotto”, prosegue Diana.

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Al convegno – workshop, moderato da Stefano Zurlo, inviato de Il Giornale e aperto dagli interventi dei vice presidenti del Consorzio Elena Albertini e Salvatore Scrofani - hanno partecipato Cesare Baldrighi, presidente di OriGIn Italia, Leo Bertozzi, board di OriGIn EU, Roberta Cafiero Dirigente del Ministero delle Politiche Agricole e responsabile del programma qualità certificata e tutela delle indicazioni geografiche prodotti agricoli, Massimo Todaro, presidente dell’associazione dei Consorzi delle Denominazioni di Origine Siciliana - DOS Sicilia – a cui il Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP ha annunciato l’adesione- Arianna Di Sanno, avvocato dello Studio De Tullio & Partners di Roma, Maria Chiara Zaganelli, Direttrice Generale ISMEA, Anna Trettenero Imprenditrice Agricola Esperta in “Crediti di Carbonio” Dario Cartabellotta, Direttore Generale dell’Assessorato Agricoltura della Regione Siciliana, Luigi de Vecchi, Presidente e Fondatore Fondazione Sylva, Elisabetta Raparelli, Tecnico Ricerca CREA Agricoltura e Ambiente, Elena Eloisa Albertini Vice Presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP e Gerardo Diana, Presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP.

Anna Trettenero ha sottolineato le buone pratiche possibili in termini di “crediti di carbonio”: “La Commissione Ue sta elaborando una proposta di regolamento che indica il ruolo dell’agricoltura relativamente alla rimozione del carbonio in atmosfera e incorporazione nel suolo. Parliamo di piante sempreverdi, di coltivazioni di seminativi con adeguate tecniche e procedure ottenendo benefici specifici sottraendo anidride carbonica e conferendo sostanza organica al suolo. Anche i residui di potatura possono essere trasformati in bio chair e si tratta di un altro elemento di carbonio che torna al suolo: una bio economia circolare estremamente positiva”. Sulla stessa linea l’intervento di Luigi De Vecchi, imprenditore impegnato in un progetto di riforestazione dei territori pugliesi colpiti dalla Xylella. Nelle sale del Palazzo Biscari inoltre è stata allestita la mostra “Pizzi, cromi e incarti del primo Novecento dell’Arancia Rossa di Sicilia", collezione del professore Antonio Catara. Il workshop ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole ed Alimentari, dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Catania e dell'Ordine dei Tecnologi Alimentari di Catania, ed è stato seguito da una degustazione di piatti siciliani realizzati con prodotti all’Arancia Rossa di Sicilia, seguita da show cooking con una sezione dedicata all’impiego dell’Arancia Rossa di Sicilia per scoprire gli aspetti più? nascosti del gusto, sull’onda della tradizione siciliana.

Ha tirato le fila Dario Cartabellotta: “La Sicilia è fondamentale nella riforma e con le sue denominazioni di origine ha incrementato il suo valore come brand. Negli ultimi vent’anni il brand Sicilia è passato da 2 miliardi di 20 anni fa a 9 miliardi di valore delle ultime rilevazioni. Biologico e denominazioni di origine sono importantissime e in questo senso l’Arancia Rossa di Sicilia Igp occupa il podio sotto il profilo comunicativo, organizzativo e di sviluppo”. “La globalizzazione ha messo a nudo alcune debolezze ma i consumatori riconoscono al prodotto siciliano un grande valore. L’eccellenza senza organizzazione rischia di non avere strada ma proprio l’evento a cui abbiamo partecipato dimostra che la Sicilia quando si organizza è in grado di ottenere i risultati migliori sul campo”, ha concluso.

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