Economia

Migliaia di tonnellate di prodotti alimentari invenduti per le chiusure legate al Covid

"Il crollo delle attività – afferma Coldiretti Sicilia – pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla carne al pesce, dalla frutta alla verdura"

foto archivio

Anche in Sicilia sono migliaia i quintali di prodotti invenduti per via della situazione di stallo che stanno vivendo gli oltre 23 mila esercizi tra bar, ristoranti, pizzerie, agriturismi della Sicilia. Lo afferma la Coldiretti dell’Isola che evidenzia la presenza di migliaia di agricoltori, allevatori, pescatori, viticoltori e casari che soffrono insieme ai ristoratori in piazza con la Fipe. A livello nazionale, si stima che 330mila tonnellate di carne bovina, 270mila tonnellate di pesce e frutti di mare e circa 220 milioni di bottiglie di vino non siano mai arrivati nell’ultimo anno sulle tavole dei locali costretti ad un logorante “apri e chiudi” senza la possibilità di programmare gli acquisti anche per prodotti fortemente deperibili. In Sicilia, soprattutto nei luoghi turistici i ristoratori preferiscono non aprire, esasperati dal repentino cambiamento di norme e le ordinanze dei sindaci che bloccano la vendita di vino e birra nel pomeriggio contribuisce a limitare la vendita.

"Chiusure forzate, limitazioni negli orari di apertura, divieti agli spostamenti, drastico calo delle presenze turistiche - si legge nella nota di Coldiretti - hanno devastato i bilanci dei servizi di ristorazione e tagliato drammaticamente i livelli occupazionali ma le conseguenze si fanno sentire direttamente sui fornitori. Anche la didattica a distanza ha determinato una forte riduzione dei punti ristoro per gli studenti, con bar costretti a limitare la forza occupata. Il crollo delle attività – conclude Coldiretti Sicilia – pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato ma ad essere stati più colpiti sono i prodotti di alta gamma dal vino ai salumi fino ai formaggi".

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