rotate-mobile
Economia

Catania: la Tasi costerà più della vecchia Imu

Per le prime case, il Comune di Catania ha deliberato un'aliquota del 3,3%, vale a dire il valore più alto che si potesse scegliere, ben sopra la media italiana del 2,6%

Chi possiede una casa a Catania, o sta pensando di comprarne una, deve fare bene i conti e prepararsi a mettere mano al portafogli: il Comune rientra infatti tra quelli che hanno fatto in tempo a deliberare sull’aliquota da applicare alla Tasi, l’imposta sui servizi aggiunti che, pur non essendo classificata come tassa patrimoniale, va di fatto a sostituire la vecchia Imu.

La decisione è stata presa nei termini previsti dallo Stato, fatto che porta i cittadini a dover presentarsi agli sportelli il prossimo 16 ottobre per l’acconto su un’imposta ben più alta della tassa precedente. Il Comune di Catania ha optato, infatti, per il massimo valore che si potesse fissare e ha portato l’aliquota al 3,3%, per quanto riguarda le prime case. Questo dato va ovviamente tarato sulla base delle detrazioni previste per legge a seconda del numero dei figli conviventi, della loro età e del numero di persone che compongono il nucleo familiare. Nonostante ciò, il valore dell’aliquota deciso a Catania si è tenuto ben al di sopra della media nazionale che, secondo il Servizio di Politiche Territoriali della UIL, si è fermato al 2,6%. Anche secondo la CGIA di Mestre il rischio che la Tasi costi più dell’Imu è plausibile, visto che ciò accadrà per il 50% dei grandi Comuni d’Italia.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Catania: la Tasi costerà più della vecchia Imu

CataniaToday è in caricamento