Confcommercio Sicilia: grave blocco delle commissioni d'esami

La Confcommercio Sicilia scende in campo per sollecitare il governo regionale alla nomina dei presidenti delle commissioni esaminatrici degli esami di abilitazione alle attività economiche

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

La Confcommercio Sicilia scende in campo per sollecitare il governo regionale alla nomina dei presidenti delle commissioni esaminatrici  degli esami di abilitazione alle attività economiche.

Centinaia di persone in tutta la Sicilia, infatti, dal mese di aprile attendono di poter fare l’esame di abilitazione alla professione ed avviare, finalmente, la tanto attesa attività commerciale. Un nuovo nodo da sciogliere alla Regione che contribuisce al peggioramento dello stato di crisi che l’economia dell’isola sta vivendo in questa particolare congiuntura che coinvolge il Paese.

“La nomina del presidente della commissione esaminatrice – ha spiegato in conferenza stampa il presidente di Confcommercio Sicilia Pietro Agen – da 41 anni è stata affidata al direttore dell’assessorato regionale alle Attività Produttive, non capiamo adesso cosa stia succedendo. Sorge il dubbio che, avvicinandosi il tempo di nuove elezioni, anche le commissioni di esami diventino un altro campo di scontro clientelare”.

Il commissario, pur rappresentando la Regione, è una componente minoritaria sebbene fondamentale perché rilascia l’attestato di abilitazione alla professione. Gli altri membri della commissione sono, per il corso REC, necessario per la somministrazione di alimenti e bevande, un rappresentante dell’Agenzia delle Entrate, uno della Camera di Commercio, uno dell’Ispettorato provinciale del Lavoro e un rappresentante dell’ASP, oltre al direttore del corso. Per il corso abilitante per Agenti e Rappresentanti di Commercio la commissione è composta da un dirigente regionale, da un componente della Camera di Commercio, uno dell’Enasarco (l’ente di previdenza degli agenti di commercio), uno della FNAARC (la federazione degli agenti di commercio), da un rappresentante di Confcommercio, da un docente e dal direttore del corso.

Sono queste le categorie più penalizzate: chi, dopo aver affrontato 100 ore di corso e pagato a spese proprie per aprire un’attività di ristorazione e chi, dopo 80ore di corso a pagamento, disoccupato o procacciatore d’affari che intende specializzarsi o magari già impegnato con un’azienda dalla quale aspetta il mandato per diventare un’agente di commercio a tutti gli effetti, si ritrova “in stand by” per un disguido che i responsabili della formazione non sanno spiegare.

“I corsi della Confcommercio – ha affermato Sandro Romano, presidente di Confcommercio Siracusa, presente alla conferenza stampa – come quelli di altre associazioni sindacali, sono a costo zero per la Regione ma a carico di chi li frequenta, che affronta costi che vanno, a seconda delle province siciliane, dai 300 ai 500 euro. Il commissario è a carico dell’ente gestore del corso. Non riceviamo finanziamenti da nessun ente pubblico. Sono un investimento in termini di tempo e di soldi per chi vuole entrare nel mondo imprenditoriale. E’assurdo che chi deve rilevare un’azienda per la quale sta già pagando le spese tipo affitto, utenze, macchinari, arredamento, ecc sia bloccato dalle pastoie politiche e impossibilitato ad iniziare l’attività, per la maggior parte dei casi nell’ambito della ristorazione, soprattutto in prossimità del periodo estivo”.

L’intervento del Presidente della Regione Lombardo la Confcommercio lo richiede anche per la questione che ha investito Banca Nuova, che si è vista disdettata dal governo regionale, pochi giorni prima della scadenza, la convenzione con la quale gestiva fondi regionali destinati all’imprenditoria.

“E’ gravissimo – ha detto il presidente di Confcommercio Sicilia Agen - che in una situazione come quella siciliana si blocchino 400 pratiche di finanziamento in attesa di una soluzione legata a un contenzioso. Più semplice ed intelligente sarebbe concordare con la banca una proroga, esitare le pratiche in sospeso ed avviare in tempi concordati una nuova eventuale gara per l’affidamento del servizio. Gli imprenditori non possono continuare a pagare il prezzo degli errori e delle schizofrenie politiche”.

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