Crisi agricola, tavolo tecnico e soluzioni dei sindacati e task force

Per risolvere la crisi agricola bisogna agire con una ampia strategia politica e, proprio per questo motivo, nella sede della Provincia si è tenuta una riunione, che ha messo a confronto le opinioni di istituzioni e parti sociali

Il problema di fondo dell’agricoltura siciliana è quello della concorrenza. Il crescente arrivo di ortofrutta dall’estero ha colto i nostri produttori impreparati a reggere la competizione internazionale. Per risolvere la crisi agricola bisogna agire con una ampia strategia politica e, proprio per questo motivo, nella sede della Provincia si è tenuta una riunione, che ha messo a confronto le opinioni di istituzioni e parti sociali.

Il tavolo di concertazione è stato presieduto dal commissario straordinario della Provincia regionale di Catania, Antonella Liotta, che ha affermato: “E’ opportuno individuare le possibili linee di intervento, anche in riferimento ai temi della legalità e della sicurezza nel comparto agricolo. Questi problemi possono essere risolti soltanto con un impegno responsabile. Il ruolo delle istituzioni è quello di ascoltare le parti sociali. La Provincia, nonostante la scarsità di fondi, si impegna a tutelare i prodotti agricoli tipici e a vigilare sui meccanismi commerciali che regolano il comparto ortofrutticolo, con particolare riferimento a quello agrumicolo”.

Totò Leotta, responsabile della Task force della Provincia, ha convocato il tavolo tecnico (composto anche dal capo di gabinetto Ettore De Salvo e dal dirigente Sebastiano Messina) ed ha suggerito la creazione di un “Osservatorio sul Lavoro in Agricoltura”, per ricostruire la filiera produttiva e dare ai consumatori le stesse garanzie offerte da Mercato del contadino, organizzato dalla Provincia a piazza Raffaello Sanzio.
Alla riunione hanno preso parte: Filippo Astone (Confsal Fna), Totò Bonura (Cna), Giovanni Cantone (Confindustria), Gaetano Corbino (Uila Uil), Francesco Costanzo (Cia), Lorenzo Cusimano (Coldiretti), Angelo Di Bella (Italia Lavoro), Pietro Di Paola (Fai Cisl), Maurizio Grosso (Movimento braccianti Sifus), Mario Maugeri (Flai Cgil), Carmelo Mazzeo (Ugl), Giovanni Pappalardo (Coldiretti), Giacomo Rota (Cgil), Salvatore Secolo (Uci Confagri), Giovanni Selvaggi (Confagricoltura), Vincenzo Spartà (Direzione territoriale lavoro), Alessandro Troia (Sifus), Paolo Trovato (assessorato regionale, Servizio centro per l’impiego).

Tutti gli intervenuti si sono detti concordi nella necessità di superare le criticità legate alla logistica e alla finanza. “Occorre che lo Stato incrementi le infrastrutture. Soltanto con treni più veloci, autostrade del mare e trasporti su strada potremo smerciare immediatamente i nostri prodotti” hanno affermato, suggerendo anche prestiti agrari a tassi agevolati, per contrastare la crisi economica, adeguare l’organizzazione produttiva e abbattere la concorrenza dei Paesi mediterranei coinvolti nel processo di liberalizzazione commerciale introdotto dalla conferenza di Barcellona.
Riguardo al tema della legalità e della sicurezza in agricoltura, sono stati invocati controlli sulle condizioni di vita dei lavoratori delle campagne (spesso extracomunitari sottosalariati) e sulle etichette dei prodotti in vendita nelle bancarelle, anche al fine di evitare i furti e le frodi alimentari.
 

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