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Contro la crisi delle imprese, il mondo delle cooperative e delle startup

Esiste un modello alternativo a quello dell'impresa? Alfio Arcidiacono, presidente Agci e della Verto - che insieme alla Estesa ha beneficiato del prestito Ircac - ci spiega il "modello cooperativistico"

Tasse, debiti, banche che non concedono prestiti: chiusura dei battenti per le Imprese. Secondo i dati Cisl, in Sicilia sono 35 mila i posti di lavoro perduti nel 2012, con un crollo del 4% dei consumi delle famiglie e del 12% degli investimenti delle imprese. Crisi tanto per le imprese agricole che per quelle artigiane. Ma esiste un modello alternativo a quello dell’Impresa? Abbiamo intervistato Alfio Arcidiacono, presidente AGCI (Associazione Generale Cooperative Italiane) di Catania.

Quante sono le cooperative in provincia di Catania e in quale settore dell’economia locale operano?
“ In Sicilia operano circa settemila cooperative, di cui duemila in provincia di Catania: 416 aderiscono all’associazione di categoria AGCI Catania, 162 nel settore di produzione a lavoro che comprende vari settori dell’economia locale. La percentuale più consistente è nel sociale e nell’edilizia abitativa a cui seguono gli altri settori: formazione, cultura, commercio al dettaglio e ingrosso, agricolo, costruzioni edili, consulenze, strutture ricettive e ristorazione”.

In che modo il "modello cooperativistico" è alternativo, "vincente" in tempi amari come questi, rispetto al classico modello d’impresa?
“Scegliere il modello “cooperativa” rispetto a quello dell'impresa è una possibilità per chi non dispone di capitali ma è dotato di competenze per crearsi un’attività e poter richiedere i benefici di legge. Attualmente le cooperative possono cogliere l’opportunità di avere accesso al credito, addirittura ad un tasso agevolato che attualmente è pari allo 0,5%, con le nuove normative è possibile costituire una cooperativa con minimo 3 soci. Possono chiedere un prestito di 15.000 euro a tasso agevolato in fase di start- up, con fidejussione personale (solo con garanzia di firma).Dopo il primo anno può essere concesso un ulteriore prestito, sempre a tasso agevolato fino a 30.000 euro; se la cooperativa è a maggioranza femminile fino 40.000. L’istruttoria per ottenere il prestito a tasso agevolato non tiene conto del rating comunitario Basilea 2. Inoltre, per qualsiasi atto di normale gestione, esempio, ammissione e dimissioni soci, cambio sede legale (se nello stesso comune), variazione del capitale sociale e quant’altro, compete la normale amministrazione, non è necessario ricorrere al rogito notarile (è sufficiente un verbale dei soci).Alle cooperative di produzione e lavoro non sono applicabili studi di settore.Le cooperative, ed in particolar modo quelle sociali, godono di interessanti agevolazioni fiscali.”

Lei è anche Presidente della Verto, che insieme alla Estesa, ha beneficiato del presito Ircac: di cosa si occupa questa start-up?
“La Verto si è costituita nel dicembre 2012, trae origine dalla precedente attività di progettisti svolta nello stesso settore di Studio di progettazione che si occupa di design industriale. Lo scopo principale è quello di organizzare la gestione in una forma associativa d’azienda nella quale i soci lavoratori prestano la propria attività. Nel gennaio 2013 è stata presentata istanza per ottenere un prestito a tasso agevolato in fase di start-up, in aprile è stato deliberato con esito positivo e adesso la start-up potrà procedere per raggiungere e traguardare gli obbiettivi prefissati".

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