Crisi occupazionale: anche sugli atenei la Cgil ha fatto i conti

La Cgil ha fatto i conti: all'Università di Catania nel 2009 sono venute meno risorse per il 2,56% e nel 2011 per l'11,68%

Dopo l'indagine condotta dalla Cgil sulla condizione occupazionale a Catania, l'attenzione si sposta anche sugli atenei. La Cgil ha fatto i conti, rilevando tagli consistenti al loro funzionamento ordinario. Per Palermo si passa da una riduzione del 3% del 2009 ad una del 15% nel 2011.

All'Università di Catania nel 2009 sono venute meno risorse per il 2,56% e nel 2011 per l'11,68%. Questi numeri diventano -3,5% per il 2009 e -12,75% se si guarda all'ateneo messinese. A Palermo i docenti sono passati nel periodo preso in considerazione da 1131 a 971, i ricercatori da 863 a 795 e i tecnici e amministrativi a 1.470 a 1160. A caduta sono diminuiti i posti per matricole.

"In tre anni- ha detto il sindacalista Scozzaro-ci sono stati 12 mila studenti in meno". E non perchè sia diminuita l'intenzione dei giovani siciliani di andare avanti negli studi. Nell'Ateneo del capoluogo infatti, rende noto lo studio del sindacato, le domande di ammissione ai test d'ingresso sono state quest'anno 27.850, per una platea stimabile di 18 mila studenti, ma i posti disponibili per nuove matricole sono 9.300.

"Novemila giovani- ha sottolineato Scozzaro- non avranno cioè l'opportunità di frequentare in Sicilia una università". Per protestare contro i provvedimenti su scuola e universitàe chiedere una inversione di rotta la Flc Sicilia ha organizzato per domani una giornata di dibattito pubblico, con incontri in tutte le città sul tema "Per salvare il futuro dei giovani e dei siciliani: la scuola e l'universita' prima e dopo la Gelmini".

L'8 ottobre ci sarà poi a Roma la manifestazione nazionale Cgil, Flc e Fp "Pubblico è futuro". Ma la campagna non finisce qui. A tappeto infatti nelle prossime settimane, la Flc svolgerà assemblee nelle scuole e nelle universita' "per confrontarci- dice un documento- sugli effetti drammatici e devastanti che i tagli agli organici e ai finanziamenti hanno determinato, rendendo impossibile il regolare funzionamento delle scuole, ormai anche sempre piu' insicure, e inadeguata l'offerta formativa rispetto alle richieste delle famiglie e alle aspettative dei giovani".

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