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Sabato, 22 Giugno 2024
Cuneo Fiscale

Decreto lavoro: di quanti euro aumentano gli stipendi dal 1º maggio

Il pacchetto di misure, che sarà annunciato domani dalla Meloni, potrà contare nel 2023 su circa 3,4 miliardi destinati per la gran parte a un nuovo taglio del cuneo fiscale: ecco alcune simulazioni sulle buste paga

Pronto il decreto lavoro che il governo Meloni vuole emettere proprio lunedì 1º maggio, quando è stato appositamente convocato un consiglio dei ministri: più risorse per il taglio al cuneo fiscale. Sindacati e opposizione sono molto critici, Landini (Cgil) definisce "una follia" tagliare il reddito di cittadinanza (che sarà sostituito da due nuovi sussidi). Giorgia Meloni rientra a Roma da Londra per l’incontro con Cgil, Cisl e Uil che si terrà stasera alle 19.

La premier, dopo la figuraccia della sua maggioranza sul Def, che ha obbligato a un secondo affannoso passaggio parlamentare per autorizzare lo scostamento, si prepara a presentare il nuovo pacchetto lavoro che potrà contare nel 2023 su circa 3,4 miliardi destinati per la gran parte a un nuovo taglio del cuneo fiscale. Si punta a rafforzare la tenuta del potere d'acquisto delle retribuzioni, pur se solo in via temporanea.

Il taglio del cuneo fiscale nel decreto lavoro

Occhi puntati, dunque, sul taglio del cuneo fiscale, ovvero sull'intervento sulle retribuzioni lorde con tetto 35mila euro, che entrerà in azione da luglio a novembre. L'aumento medio mensile potrebbe oscillare tra 80 e 100 euro in busta paga. Il taglio al cuneo fiscale e contributivo salirà di ulteriori quattro punti per i lavoratori con retribuzioni lorde fino a 35mila euro.

Ma attenzione, c'è un elemento che forse non è stato evidenziato a dovere nei giorni scorsi. L'intervento ipotizzato nel decreto lavoro (e bisogna in ogni caso aspettare il testo definitivo in gazzetta ufficiale) è una tantum e varrà per il periodo luglio-novembre, dunque cinque mesi, anziché gli otto mesi (maggio-dicembre) originariamente previsti dal governo (che sperava di riuscire a uniformare il taglio di 4 punti per tutti fino a fine 2023).

L'intervento - come spiega Today.it -  si somma all'intervento già previsto nella manovra e in vigore da gennaio, vale a dire un taglio di tre punti di cuneo per i lavoratori dipendenti fino a 25mila euro di retribuzione lorda annua, e la conferma di due punti nella fascia retributiva tra 25 e 35mila euro. In sintesi, il taglio del cuneo per il periodo luglio-novembre sarà pari a sette punti complessivi (tre più i nuovi quattro) per i dipendenti che hanno fino a 25mila euro di retribuzione lorda e di sei punti (due più quattro) nelle retribuzioni tra 25 e 35mila euro.

Quanti soldi in più si vedranno in busta paga?

Ma, in soldoni, quanti euro in più del previsto si vedranno in busta paga? Secondo le simulazioni dello studio De Fusco Labour & Legal, riportate oggi dal Sole 24 Ore, "per un lavoratore con una retribuzione di 25mila euro, la riduzione del 2% del carico dei contributi previdenziali che gravano sul dipendente, operata dal governo Draghi e confermata al rialzo (con un punto in più) dal governo Meloni ha prodotto un beneficio di 41,15 euro mensili, ma considerando che l'ulteriore taglio del 4% produce un vantaggio di 54,87 euro, il totale del risparmio per il lavoratore ammonta a 96,03 euro mensili, la cifra proiettata su 5 mesi di durata dell'una tantum equivale a 480,13 euro".

Nel caso di un lavoratore con una retribuzione annua di 20mila euro, gli interventi dell'esecutivo Draghi confermati con una maggiorazione dal governo Meloni producono un vantaggio di 32,92 euro, con l’ulteriore sforbiciata del 4% del cuneo arrivano ulteriori 43,90 euro, quindi in totale il vantaggio per il lavoratore è di 76,82 euro mensili, proiettati sui 5 mesi dell'anno sono 348,10 euro.

Se si prende invece il caso di un lavoratore con retribuzione di 35mila euro, il taglio attuale del cuneo di 2 punti vale 32,85 euro. Dunque il taglio ulteriore di 4 punti secondo i calcoli dello studio dell'esperto del quotidiano di Confindustria, Enzo De Fusco, equivale a 65,70 euro mensili in più, che portano il vantaggio totale da luglio a 98,56 euro mensili, in cinque mesi 492,78 euro.

Come detto, si tratta di interventi temporanei. Poi da dicembre si torna alla situazione attuale, conservando però fino a fine 2023 l'attuale sforbiciata di 2 o 3 punti (varia in base alla retribuzione). Il finanziamento del taglio del cuneo fiscale nel 2024 sarà il punto più caldo probabilmente della prossima legge di bilancio.

Cos'è il taglio del cuneo fiscale

Il cuneo fiscale, secondo la definizione fornita dall'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), è "il rapporto tra l'ammontare delle tasse pagate da un singolo lavoratore medio e il corrispondente costo totale del lavoro per il datore". In parole più semplici, si tratta della differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro per il dipendente e la busta paga netta incassata da questi.

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