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Tagli alla scuola: 5.700 alunni disabili e i docenti di sostegno sono pochi

In provincia di Catania ci sono oltre 5.700 alunni con disabilità che hanno bisogno di un docente di sostegno ciascuno: 2744 alunni gravi certificati che necessitano, secondo quanto stabilito dalla legge; 3004 alunni non gravi, ma lo stesso bisognosi di aiuto

Nonostante siano stati assegnati alla provincia di Catania altri 36 posti per insegnanti di sostegno, la situazione rimane critica. I numeri, infatti, parlano di emergenza. In provincia di Catania ci sono oltre 5.700 alunni con disabilità che hanno bisogno di un docente di sostegno ciascuno: 2744 alunni gravi certificati che necessitano, secondo quanto stabilito dalla legge, di un docente di sostegno ciascuno; 3004 alunni non gravi, ma lo stesso bisognosi di aiuto. I posti assegnati, invece, sono solo 2965. Tirando un po' le somme, i conti non tornano.

Giuseppe Denaro, segretario generale della Cisl Scuola etnea, manifesta la sua preoccupazione per la condizione in cui si trovano alunni disabili e docenti di sostegno a causa dei tagli del governo. “Con la recente assegnazione a Catania di ulteriori 36 posti di docenti di sostegno – dice Denaro – sono state premiate l’azione del sindacato e della Cisl, non ultimo il ricorso al Prefetto, e del provveditore Zanoli. È dunque un risultato positivo, ma la situazione rimane critica, come ci risulta dai dati provinciali in nostro possesso”.

Si evince facilmente – continua Denaro – che se osservassimo la norma a favore di coloro che si trovano in situazione di gravità, certificata con la legge 104/92, i restanti 191 insegnanti dovrebbero essere assegnati ai restanti 3.004, cioè uno ogni 33 alunni. Quindi la trovata del governo è di un insegnante di sostegno ogni due alunni, di cui uno grave". "Poco importa se in una decina di casi ci troviamo di fronte addirittura a sei alunni per classe con un solo docente di sostegno. Tutti gli alunni diversamente abili certificati hanno diritto, per le ore assegnate, a un docente di sostegno. Così non è. I tagli imposti dal governo, non garantiscono il reale bisogno degli alunni, ma rispondono alla necessità di fare cassa e basta”.

Denaro sottolinea anche che “la stessa responsabile del sostegno per l’ex provveditorato, Angela Rapicavoli, persona seria e qualificata, con i pochi posti assegnati fa fatica a “far quadrare i conti” e quotidianamente il suo ufficio è un pellegrinaggio continuo di genitori e dirigenti che non fanno altro che chiedere i loro diritti”.

“L’insegnante di sostegno – conclude Denaro – non è e non può essere per il governo un “costo”. È un insegnante specializzato che viene assegnato alla classe in cui è inserito il soggetto diversamente abile per attuare “forme di integrazione a favore degli alunni portatori di handicap” e “realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni”. Noi continueremo a batterci per tutto questo”.

Gaetano Marziano, segretario territoriale della Cisl etnea con delega per la Scuola, ricorda “recentemente la Corte Costituzionale con sentenza n. 80 del 2010, ha dichiarato illegittimo l’articolo inserito nella Finanziaria del 2008, che fissava un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno. La Corte ha precisato come sia importante “individuare meccanismi di rimozione degli ostacoli che tengano conto della tipologia di handicap da cui risulti essere affetta in concreto una persona”. Infatti, ciascun disabile necessita di un processo di riabilitazione individualizzato e finalizzato a un suo completo inserimento nella società. Come si vede il ruolo della scuola è di vitale importanza al fine del pieno rispetto di tali diritti inviolabili”.

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