Edicole chiuse contro la crisi, i giornalai scioperano fino al 26 febbraio

Tre giorni di serrata delle edicole per richiamare l'attenzione sullo stato di profonda crisi in cui versa la categoria. Tra le cause della crisi la mancata apertura del confronto per il rinnovo dell'Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiano e periodici

Lo Snag Confcommercio, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali dei rivenditori di quotidiani e periodici, ha condiviso la necessità di proclamare tre giorni di serrata delle edicole per richiamare l'attenzione sullo stato di profonda crisi in cui versa la categoria.
Tra le cause della crisi - dicono al sindacato degli edicolanti - la prolungata assenza di regole certe al Governo e alla Federazione Italiana Editori Giornali; la mancata riforma dell'editoria, promossa dai diversi Governi, di cui molto si è parlato senza approdare a soluzioni concrete, e la mancata apertura del confronto per il rinnovo dell'Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiano e periodici. Motivi che mettono in seria difficoltà l'operatività e l'esistenza stessa delle edicole.

"La situazione degli edicolanti nella provincia di Catania - spiega il segretario dello Snag Eduardo Brancato - è drammatica. L'età media degli edicolanti non supera i 40 anni. I vecchi, falliti, vendono ai più giovani in cerca di occupazione ma è un settore che non dà più certezze. Assistiamo a un triste turn over: delle 400 edicole a Catania e provincia il 20/30% chiude e cambia proprietario circa ogni sei mesi. Non è solo un problema delle famiglie che facevano dell'edicola il loro unico mezzo di sostentamento ma dell'opinione pubblica e di tutta la filiera dell'informazione. Sta diventando un'emergenza sociale".

La Costituzione riconosce il diritto all'informazione e gli edicolanti fanno il possibile per garantire questo diritto. Sette giorni alla settimana, dall'alba al tramonto, con pochissime feste, sono a disposizione dell'utente, quando nel resto d'Europa l'orario dei lavoratori è di otto ore per cinque giorni la settimana.

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"La forte crisi ha coinvolto anche l'editoria - afferma la presidente provinciale dello Snag Stefania Murgo - e sono crollate le vendite di quotidiani e periodici. Sono in difficoltà gli editori, sono diminuiti i nostri fornitori, ma noi giornalai, ultimo anello della catena, siamo in sofferenza più di tutti. Se si pensa che il nostro guadagno sulla vendita di un quotidiano è di 18 centesimi lordi, si capisce perché in Italia 10.000 edicole sono state chiuse negli ultimi anni bruciando ventimila posti di lavoro. Solo nel 2012 hanno abbassato la saracinesca 5 edicole al giorno, più di 4.000 nuovi disoccupati. Chiediamo agli editori di tornare a creare prodotti nuovi per soddisfare i lettori potendo contare su una rete di vendita esclusiva come le nostre edicole; i distributori dovrebbero essere arginati nell'abuso quotidiano della loro posizione monopolistica; i giornalai dovrebbero continuare il loro servizio dall'alba al tramonto ma con aggi che gli consentano di vivere dignitosamente. Ma tutto questo si può ottenere solo se il Governo stabilisce nuove regole che assicurino il diritto all'informazione dei cittadini e la libertà d'impresa degli edicolanti".

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